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Non lasciamoci sfuggire l’opportunità dell’economia bianca Stampa E-mail

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Federico Testa

Secondo il Registro delle Imprese delle Camere di Commercio, a fine 2015 nel nostro Paese le startup innovative avevano raggiunto quota 5.143, con un aumento di oltre 400 unità negli ultimi tre mesi (più 9,3 per cento).

Un modesto anche se significativo segnale nella direzione dell’imperativo dell’innovazione, un must che deve primeggiare nell’agenda di ogni governo come motore per la competitività, la crescita e il benessere.
In Italia, con un investimento in ricerca ai limiti dell’1 per cento del PIL, il sistema produttivo stenta a crescere in competitività e a capitalizzare i risultati positivi. Sappiamo però che non basta semplicemente riversare maggiori risorse finanziarie in attività di ricerca e, quindi, di innovazione.
Occorre anche favorire il gioco di squadra, la crescita di relazioni virtuose, di collaborazioni tecnologiche; e si tratta di individuare forme operative che facilitino l’accesso alla ricerca e all’innovazione, soprattutto se si vuole raggiungere il tessuto delle medie e piccole imprese che rappresenta la gran parte del sistema produttivo italiano.

In questo contesto, la fine del lungo commissariamento dell’ENEA, secondo ente di ricerca italiano, è un segnale positivo perché crea le condizioni per un nuovo inizio: la prospettiva che l’Agenzia possa tornare ad investire in attrezzature, a sviluppare nuove competenze, ad assumere giovani ricercatori ora è più concreta. [...]

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