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Attenta Italia… La frontiera geoenergetica si sta spostando ad Ovest Stampa E-mail
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di Davide Urso


Italia svegliati! Il potenziale gasdotto MidCat (Midi-Catalogne) potrebbe rappresentare uno snodo delle relazioni energetiche mediterranee e trans-atlantiche, relegando l’Italia al terzo posto per importanza strategica e scambi commerciali - dopo Francia e Spagna - e impedendo quella necessaria riforma dell’industria energetica e dell’innovazione tecnologica che solo una posizione di hub potrebbe accelerare nel medio periodo.
MidCat non ha alcuna vera valenza tecnico-operativa, né particolari connotati ingegneristici. Peraltro, in termini di capacità è ciò che in gergo viene chiamato “tubicino”. Si tratta, infatti, di un gasdotto di 190 chilometri lungo la costa mediterranea, con una capacità di 7 miliardi di metri cubi l’anno (bcm/anno) per un costo complessivo di circa 1 miliardo di euro. L’entrata in esercizio commerciale è prevista intorno al 2020.



È interessante per i geo-flussi. Con MidCat si avrebbe il tratto mancante per connettere i giacimenti algerini di Hassi R’mel con l’Europa occidentale attraverso la rete spagnola di approvvigionamento gasiero rappresentata dai due gasdotti Maghreb e Medgaz, che connettono l’Algeria alla Penisola iberica, aumentando la capacità di transito spagnola a 25-30 bcm/ anno, quella d’interconnessione con la Francia a circa 14 bcm/ anno e favorendo l’eliminazione degli attuali colli di bottiglia. Ad oggi, l’unica interconnessione Spagna-Francia è la pipeline di Larrau nella Navarra (Pirenei Atlantici) con una capacità di trasporto di 5,2 bcm/anno.



A differenza di molti gasdotti che sono partiti da MoU (Memorandum of Understanding) governativi per poi arenarsi nelle paludi regolatorie, tecniche, legislative e geopolitiche, MidCat ha lavorato sotto traccia in un periodo di crisi multiple favorevoli.
In primo luogo, si è trovata la quadratura degli interessi reciproci. Certo, non si è sviluppata una matrice geoenergetica a più variabili in grado di definire, secondo le variabili poste sul tavolo di negoziazione, i migliori payoff per tutti i giocatori, ma un semplice approccio di elaborazione degli interessi nazionali nello spirito dell’Energy Union, della cooperazione regionale e delle conclusioni del Consiglio Europeo dell’ottobre 2014, in cui si è scelto di sviluppare progetti critici d’interesse comune nel settore del gas, di promuovere un nuovo hub nell’Europa del Sud e di potenziare le condizioni per un miglior utilizzo della capacità di rigassificazione e stoccaggio del gas per affrontare in modo efficiente le situazioni emergenziali. Il risultato è stato lo stesso, ma solo grazie al fatto che le multi-crisi regionali contingenti hanno quasi equiparato i teatri operativi della geopolitica energetica e della geoenergia.
Trovata la quadratura era inutile sbandierarla senza concretezza progettuale. La comunicazione è fonte di potere non solo per chi l’ha, ma anche per chi la riceve. Essere consapevoli di ciò che intende fare l’avversario permette di adottare contromisure, attivare procedure di deterrenza, negoziare scambi di payoff, entrare nel gioco scombinando i piani originari, e così via. [...]

©nuovaenergia

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