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Grazie, Edgardo Stampa E-mail

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Caro Edgardo, per tanto, troppo tempo, ci siamo dati del lei. Colpa mia. Non avevo capito quanto fosse, invece, cordiale e affabile quel signore segaligno e canuto. Incontrandoti raramente, supplivano le telefonate intercorse durante la preparazione di ogni numero di Nuova Energia. E così per dodici anni.
Via via, parlandoci (anche e nonostante il lei e finalmente con il tu che mi hai imposto…) ho capito quanto ti fosse connaturata l’energia, un mondo che faceva tutt’uno con il lavoro e non solo. Una passione che hai trasmesso ai lettori e ai tuoi allievi, coinvolgendoli con la pacatezza delle argomentazioni sostenuta da competenze collaudate.
Ma questo non sarebbe bastato in assenza di una dote che ho imparato ad apprezzare in te. La definirei disponibilità. Capitava di chiedere un’informazione, un chiarimento e ti spendevi generosamente con una piccola (per durata) lezione, di grande umanità. Fino a quando le forze te lo hanno consentito non hai mancato un appuntamento con le tue due pagine, là nelle parti alte di Nuova Energia.
Io e la redazione ti abbiamo conosciuto così, come un inesauribile divulgatore attribuendo a questa parola un significato elevato. Tanto elevato quant’è necessario che la cultura sia alla portata di molti senza perdere in rigore e serietà. Proprio per questi motivi eri un punto di riferimento per chi frequenta un settore complesso, forse ancor più delle partite a bridge che ti appassionavano. Hai spiegato molte cose, senza fronzoli, com’era asciutto il tuo stile negli articoli, pragmatico come poteva esserlo un manager, prima, e il fondatore-animatore, poi, dell’AIEE. Quindi, meglio non andare per le lunghe. Grazie
.

g. agn.


Quando il 23 giugno ho ricevuto l’e-mail di Carlo Andrea Bollino,
in memoria di Edgardo Curcio, profondamente rattristato,
ho ripensato ai tanti incontri che avevo avuto con Edgardo Curcio in questi anni, iniziati quando, da studente al MasterMea dell’AIEE, seguii la sua Lectio Inauguralis del Master. Da allora ci siamo visti tante volte, prima lui nel ruolo di docente ed io in quello di studente di Master, in seguito lui quale presidente dell’AIEE e io nelle vesti di presidente dell’AIEE-Giovani nonché consulente e collaboratore dell’AIEE in diversi lavori.
Di Edgardo colpiva la profonda conoscenza del settore dell’energia, il suo forte interesse per tutte le sue sfaccettature e la grande attenzione che dedicava ai nuovi temi e con la quale coordinava da moderatore,
o seguiva da spettatore, i principali convegni nazionali e internazionali. Tutti elementi che trasparivano
dalle sue lezioni al Master, in cui riversava la sua lunga esperienza in AGIP e la sua conoscenza diretta
“di come erano andate le cose” nel settore dell’energia dagli ultimi decenni, fino a commentare
gli ultimissimi aggiornamenti di carattere normativo o di mercato.
Stessa precisione, equilibrio nell’analizzare le diverse posizioni dei portatori di interesse e attenzione ai risvolti pratici che Edgardo poneva nei suoi articoli. Su questo insieme di qualità aveva costruito il Master
in Management dell’Energia e dell’Ambiente, MasterMea.
Ritengo proprio il Master, nei suoi oltre 250 studenti formati nelle diverse edizioni, uno dei lasciti principali di Edgardo nel campo dell’energia. Scopo del Master era di formare manager esperti di energia e, viste
le forti interrelazioni presenti in molti ambiti, anche nelle tematiche ambientali. A distanza di anni, come alunno, posso attestarne l’esito positivo. La completezza del programma didattico da lui organizzato ha permesso a me e ai miei giovani colleghi di comprendere un settore che è, apparentemente, circoscritto, ma è in realtà sempre più ampio e complesso. L’attenzione alla formazione non era solo per Edgardo
la necessità di far capire e conoscere agli altri il suo settore, ma proprio legata anche alla sua attenzione
ai giovani.
Quando, alcuni anni fa, da studenti, io e Francesco di Filippantonio incontrammo lui e Ugo Farinelli per proporgli di aprire una Sezione Giovani nell’AIEE, fummo colpiti per l’immediato interesse che dimostrò
e l’ampio sostegno fornito per avviarla e farla crescere. Furono proprio lo stesso interesse per una AIEE giovane e attiva che lo portarono un paio di anni fa a lasciare il ruolo che aveva ricoperto fino dalla fondazione dell’AIEE, a colleghi più giovani che ne mantenessero il ruolo sempre attivo e propositivo.
Proprio però questa attenzione agli altri, assieme alla sua competenza, esperienza e aggiornamento
di settore, hanno fatto sì che il parere di Edgardo Curcio fosse sempre comunque ricercato, rispettato e riconosciuto dai tutti i colleghi. Penso che questo sia stato il secondo più grande lascito di Edgardo Curcio
a tutti noi. Aver mostrato come, pur in un Paese in cui è forte e presente un conflitto generazionale tra giovani “rottamatori” e più anziani “rottamati” che non accettano di lasciar spazio a giovani leve, possano invece felicemente coesistere giovani con nuove spinte innovative e meno giovani che possano aiutarli
con il loro patrimonio di esperienza.
Lo ricorderemo sempre, con i suoi modi cordiali, educati e la sua grande disponibilità e attenzione agli altri, nei nostri cuori e nei nostri lavori.


Alberto Pincherle
presidente AIEE Giovani

 
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