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Con questa regolazione produrremo meno elettricità e più cause Stampa E-mail
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di Giuseppe Gatti




So bene che “rivoluzione carsica” è un ossimoro. Rivoluzione è un cambiamento istantaneo e violento, carsico un processo sotterraneo, di emersione, scomparsa e nuova emersione. Non saprei però definire diversamente l’incontro tra micro e macroregolazione e i suoi impatti sul sistema elettrico, conseguenti alla pubblicazione da parte del GSE delle regole applicative per la qualifica dei SEU e dei SEESEU.
Queste sigle a molti non diranno nulla, perché sono relativamente pochi i coraggiosi che si sono inoltrati nella giungla del TISSPC, incontrando ASAP, ASE, ASSPC, RIU e per l’appunto SEU e SEESEU (di tipo A, B e C).
Adesso arriva, però, il momento in cui si disvela in tutta la sua portata il rivolgimento di uno dei principi portanti della regolazione, tutt’altro che micro, ma largamente sottovalutato, perché, di rinvio in rinvio, concepito sei anni fa, venuto alla luce con il 1° gennaio 2015, solo ora incomincia ad essere conosciuto dai più.



Usciamo dal linguaggio criptico degli acronimi e mettiamo in chiaro il problema. Come è noto, il Decreto Bersani del 1999 aveva, tra l’altro, stabilito due regole: la prima era che le tariffe di trasmissione e distribuzione si pagavano (e questo può sembrare ovvio) in base all’utilizzo della rete pubblica e quindi si applicavano all’energia prelevata dalla rete. Ergo, gli autoproduttori non erano tenuti a pagare queste tariffe per l’energia autoconsumata. Seconda regola, assai meno ovvia della prima: gli oneri di sistema (tra cui la famigerata A3, che allora non aveva per altro grande rilevanza) sono inglobati nelle tariffe di trasmissione. Di conseguenza, per l’energia non prelevata dalla rete non si pagano né i costi di trasporto, né gli oneri di sistema. Questo regime è durato per dieci anni, sino al 31 luglio 2009, quando sulla Gazzetta Ufficiale viene pubblicata la legge 99/2009. Che ribalta completamente la prima regola: all’articolo 33 stabilisce che le tariffe di trasmissione e distribuzione si applicano non più sull’energia prelevata dalla rete, ma sull’energia consumata, quindi anche su quella autoprodotta.
Non viene toccata invece la seconda regola: gli oneri di sistema rimangono incorporati nei costi di trasmissione. Di conseguenza dal 1° agosto 2009 su tutta l’energia consumata si sarebbero dovuti applicare oneri di trasporto e di sistema, con una sola eccezione: sono esentati gli autoconsumi delle RIU (Reti Interne di Utenza). Nel 2009 la riforma non entra però in vigore, perché... [...].

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