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La cosa intelligente da fare: una vera liberalizzazione elettrica Stampa E-mail
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di Roberto Napoli | Politecnico di Torino

da Washington



Per aggiornarsi sulle smart grid la vetrina statunitense è da sempre un osservatorio privilegiato. Fra gli innumerevoli convegni, particolarmente qualificato è quello (periodico) sull’evoluzione delle tecnologie per le smart grid - IEEE ISGT 2015 Innovative Smart Grid Technologies - svoltosi a febbraio a Washington, con una nutrita e bilanciata partecipazione di esponenti del mondo accademico, industriale e degli operatori del settore.
Sbarcando a Washington si percepisce subito il dinamismo economico e la velocità di cambiamento della società americana. Il taxista che ci porta in albergo è su di giri perché è entrato negli USA avendo vinto su Internet un permesso di soggiorno alla Green Lottery, che ogni anno mette in palio 55.000 permessi. Per le strade molti negozi espongono cartelli alla ricerca di personale. La neve cade abbondante, ma le strade rimangono praticabili, a dimostrazione che una manutenzione efficace è possibile.



I lavori del congresso evidenziano il veloce cambiamento degli scenari applicativi. Ciò che un paio d’anni fa veniva prospettato come scenario quasi onirico, adesso è diventato di riferimento e si popola di applicazioni concrete. In effetti di smart grid si parla ormai da tanto tempo. Si sono spesi molti soldi in sperimentazioni multinazionali e molti meno in realizzazioni concrete. Le lezioni sono servite e gli scenari appaiono più chiari.
Che la rete elettrica debba evolvere nelle smart grid lo impongono le aspettative sociali, con leggi e normative che obbligano all’uso delle energie rinnovabili, come antidoto alle preoccupazioni sul riscaldamento globale, sull’inquinamento, sulla disponibilità delle fonti energetiche tradizionali e sulle incerte dinamiche dei prezzi delle materie prime.
Sbaglia chi pensa che le smart grid debbano essere un rimedio per gli operatori tradizionali, che si trovano a fronteggiare i nuovi problemi della generazione distribuita, dalla cui soluzione non ricavano vantaggi sufficienti a giustificare grandi entusiasmi mentre invece compaiono nuove ragioni di criticità. Le innovazioni tecnologiche permettono di dare connotati realistici all’antico sogno dell’uomo di produrre energia elettrica (in quantità significativa rispetto alle proprie esigenze) nello stesso luogo in cui la consuma.[...]

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