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A LEZIONE DI ENERGIE

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L’incubo di tutti gli studenti (l’interrogazione) questa volta ha colpito gli adulti (molti dei quali erano proprio professori).
Come ormai |da tradizione, durante la trasferta di inizio novembre per il salone Key Energy-Key Wind di Rimini Nuova Energia ha proposto ai visitatori del proprio stand una sorta di curioso gioco-questionario.

A scuola... di energie!
Ti sei mai chiesto quanto consumano
le scuole italiane?


Si chiedeva di immaginare che tutta l’energia elettrica e termica consumata dalle 45 mila scuole italiane fosse prodotta da fonti rinnovabili, e di stimare
quanti pannelli fotovoltaici,
quante pale eoliche
o quanta biomassa sarebbero stati necessari per |coprire il fabbisogno annuale del nostro |sistema scolastico.

Ai visitatori interpellati sono state proposte 4 alternative (2 delle quali palesemente sbagliate).

Questo nostro esperimento ha fornito alcuni importanti spunti di riflessione.

Il tema ha colto di sorpresa. Ha sicuramente incuriosito, ma anche spiazzato. La quasi totalità dei soggetti che hanno accettato di “giocare” ha riconosciuto di non essersi mai posto il problema in precedenza e di non “avere la minima idea dei consumi totali delle scuole”.

Oltre l’85 per cento degli interpellati - e questo è un dato di straordinario valore - terminata la compilazione del questionario, ne ha chiesta una copia in bianco “per poterlo riproporre in famiglia, sul lavoro o a scuola”, ha sollecitato maggiori dettagli, informazioni e approfondimenti, ha voluto raccontare la propria esperienza in qualità di utente di un edificio scolastico (come genitore, come docente o come studente).

Oltre la metà, poi, ha spontaneamente chiesto di poter lasciare una propria e-mail alla quale inviare ulteriori dati, quando fossero disponibili. Per nessuno dei precedenti questionari proposti da Nuova Energia avevamo riscontrato una manifestazione di interesse così elevata. È dunque bastato stimolare l’attenzione per accendere una miccia...

Molti degli interpellati hanno indugiato a lungo sul questionario, prima di dare una risposta o hanno sfoderato carta e penna (i più moderni si sono affidati ai device di ultima generazione) per elaborare qualche conto prima di dare le risposte. In media, ciascuno si è preso dai 10 ai 15 minuti di tempo! Anche questo è stato un segnale per certi versi sorprendente. Ha infatti confermato che l’argomento aveva fatto centro, che nella maggior parte dei casi non si rispondeva al questionario tirando a indovinare, giusto per aggiudicarsi un gadget. Lo si faceva realmente coinvolti dal tema e realmente interessati a conoscerne i risultati.

Già, i risultati... La distribuzione delle risposte fornisce indicazioni per nulla scontate, soprattutto se si pensa che tutti i rispondenti, prima di iniziare, si sono dichiarati digiuni sul tema.


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