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All’Europa del gas basta una sola strategia Stampa E-mail

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di Fabio Terni


I consumi di gas in Italia sono drasticamente calati nel corso del 2014, riportandosi sui livelli di 16 anni fa. A consuntivo, lo scorso anno risultavano immessi in rete poco più di 61 miliardi di metri cubi, otto in meno rispetto al 2013, con un calo percentuale del 12 per cento. Per altro, il trend al ribasso non è un fenomeno recente: dal 2008 ad oggi il mercato è sempre arretrato, con il solo anno 2010 in contro tendenza.
Se confrontiamo questi dati con le previsioni presentate nel corso dell’8° Italian Energy Summit 2008 - che puntavano su 110 miliardi di metri cubi di gas consumati nel 2020 - il drastico cambio di rotta risulta evidente, e conferma come la situazione attuale fosse del tutto imprevedibile fino a pochi anni or sono, anche da parte degli addetti ai lavori.



Il discorso vale tal quale per l’Europa. È lo stesso GME - sul Notiziario della Borsa italiana dell’energia pubblicato a gennaio 2015 - a tracciare il quadro della situazione continentale. “L’Europa ha chiuso il 2014 con un nuovo e più drammatico calo dei consumi di gas naturale stimabile almeno pari all’11 per cento, con una domanda, in termini assoluti, di circa 410 miliardi di metri cubi, inferiore di circa 50 miliardi rispetto al 2013 e di 120 miliardi sul 2010 (meno 22 per cento), causa una combinazione di crisi economica, temperature miti e ulteriore crescita delle fonti rinnovabili”.
E pensare che solo nel 2010 Eurogas stimava un decennio di costanti rialzi, con l’obiettivo di arrivare a 482-507 Mtoe consumate nel 2020 rispetto alle 406 del 2009. La crescita preventivata era quindi nell’ordine del 18-24 per cento. La stessa Eurogas segnalava che già a partire dal 2015 si sarebbe potuta creare una carenza di offerta.



E invece... “L’estrema debolezza della domanda - prosegue il GME - e l’ampia disponibilità di offerta si sono riflesse anche sui prezzi a pronti e a termine degli hub. […] L’attuale situazione, l’andamento climatico dell’inverno in corso, la più che rassicurante situazione degli stoccaggi, stanno favorendo nelle ultime settimane una diminuzione quasi costante dei prezzi a termine”. In Europa, e per l’Europa, c’è quindi fin troppo gas, sufficiente per stare tranquilli? Per di più offerto a prezzi da saldo? Il calo della domanda rappresenta una condizione sufficiente per garantire nel medio e lungo periodo la sicurezza degli approvvigionamenti? Meglio evitare conclusioni affrettate e fuorvianti. E proprio la Commissione Europea è la prima ad ammetterlo. [...]

©nuovaenergia

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