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Drilling



Il fatto più stupefacente del dibattito intorno al crollo del prezzo del petrolio è che se ne discute a prescindere dal merito e dai dati concreti del problema. Abbiamo visto scritti e analisi che sembrano più esternazioni di emozioni e collezione dei luoghi comuni usati negli ultimi quarant’anni, dopo lo shock petrolifero del 1979 in seguito alla rivoluzione iraniana e alla guerra Iran-Iraq. Allora era facile collegare il prezzo del petrolio alla serie di eventi politici perché da essi scaturiva la conseguenza materiale e immediata di una modifica dell’offerta della materia prima sul mercato e quindi provocava una reazione da parte dei consumatori.



Gli eventi che riguardarono Iran e Iraq in quegli anni provocarono la totale fermata dei pozzi petroliferi in Iran (a cavallo della rivoluzione iraniana) e avrebbero potuto causare lo stop delle esportazioni dal Golfo Persico attraverso un paventato blocco navale degli stretti di Hormuz. In un mondo nel quale i consumi petroliferi si aggiravano al di sotto di 50 milioni di barili/giorno, il blocco di Hormuz avrebbe potuto far mancare circa 10 milioni di barili/giorno di offerta, quasi il 20 per cento del totale mondiale. Era una minaccia grave ed è giustificabile che si creasse il panico in tutti i mercati petroliferi. Partì una corsa ad accumulare scorte per tutelarsi dal probabile shortage di offerta che si poteva verificare.
Furono riempiti tutti i serbatoi esistenti a terra e furono noleggiate tutte le navi disponibili come serbatoi aggiuntivi sull’acqua. Tutti i porti petroliferi vedevano lunghe file di navi in coda in attesa di scaricare il greggio trasportato. [...]



Quanto sta succedendo nelle ultime settimane ha riaperto discussioni interminabili sulle ragioni del crollo del prezzo del petrolio, ma spesso in modo fuorviante e al di fuori della cornice reale in cui si muove questo mercato a partire dal 1988. Si ragiona come se fossimo ancora nel periodo 1973-1981, ovvero nel periodo d’oro del dominio dell’OPEC. Eppure, il modello del mercato è fin troppo chiaro...[...].

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