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HVDC, tecnologia di punta per lo sviluppo della rete Stampa E-mail

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di Antonio Ardito e Alessandro clerici | CESI


Il Congresso della CIGRE (Conseil International des Grands Réseaux Électriques) si è tenuto come al solito ogni due anni a Parigi a fine agosto, con la presenza di oltre 3.200 delegati da 85 nazioni. Sono stati presentati 464 articoli e ben 940 contributi durante le discussioni e il CESI ha contribuito con quattro articoli e una serie di interventi. È stato il momento per fare il punto sulla situazione attuale e sugli sviluppi dei grandi sistemi elettrici; e un’occasione di incontri e confronti tra gli operatori del settore a livello mondiale. In questo articolo tratteremo in particolare i messaggi generali e strategici della giornata iniziale che ha preceduto le sessioni tecniche, relative ad aspetti più specialistici.
La giornata si è aperta con un esplicito riconoscimento dell’importanza dell’energia elettrica: lo sviluppo dei sistemi elettrici è infatti da considerarsi, secondo la National Academy of Engineering, la più grande conquista del XX secolo, come ha ricordato Terry Boston, CEO di PJM, la più grande utility degli Stati Uniti.



A livello mondiale, lo sviluppo delle reti e l’accesso all’energia elettrica risultano certamente molto eterogenei: ciò nonostante, alcune tendenze generali sono apparse in maniera chiara.
Una prima macro distinzione va fatta tra Paesi OCSE e non OCSE. Sulle orme della relazione di Boston, guarderemo all’evoluzione degli Stati Uniti negli ultimi anni, come anticipatrice dei possibili cambiamenti negli altri Paesi occidentali. Dalla metà del secolo scorso fino all’ultimo decennio dello stesso, negli USA per lungo tempo i consumi elettrici hanno continuato a crescere con un tasso doppio rispetto a quello del PIL; negli ultimi decenni però le cose sono radicalmente cambiate: il tasso di crescita dei consumi elettrici si è progressivamente ridotto e nel 1990 l’incremento dei consumi elettrici è risultato uguale all’incremento del PIL.



Oggi la crescita dei consumi elettrici è pari allo 0,9 per cento l’anno contro quella del PIL pari a 2,4 e tali valori sono previsti mediamente fino al 2040. Anche immaginando una ripresa economica, è difficile quindi ipotizzare per i Paesi industrializzati una significativa ripresa dei consumi elettrici. Ad ulteriore conferma di questa tendenza si pone il dato relativo al confronto tra i Paesi OCSE e i Paesi non OCSE: nel 2010 infatti i consumi di energia elettrica di questi ultimi hanno sorpassato quelli dei Paesi industrializzati. Nel 2040, questi mercati varranno i 2/3 dei consumi totali. [...]

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