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Italia, la solita corsa ad ostacoli Stampa E-mail

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di Edgardo Curcio


I primi mesi di quest’anno sono stati caratterizzati da una forte tensione politica su tutti i mercati, soprattutto nel Medio Oriente dove è nato un nuovo Stato, l’Isis, che oltre ad essere un movimento ultra reazionario è diventato in italia, la solita corsa ad ostacoli breve tempo una nuova “regione” con un proprio esercito, le proprie risorse petrolifere da sfruttare e una religione da far osservare.
I suoi successi sul piano militare e la capacità di coinvolgere intere popolazioni, oltre alla crudeltà di atteggiamento nei confronti dei suoi nemici, lo hanno fatto diventare per tutte le potenze occidentali il nemico numero uno da combattere. La sua capacità di autofinanziarsi con lo sfruttamento di alcuni giacimenti petroliferi occupati, la preparazione militare e l’intransigenza politica ne fanno un potente avversario.


In questa situazione di incertezza politica ed economica, chiunque avrebbe scommesso su un forte rialzo del petrolio, come è accaduto in passato di fronte a sconvolgimenti in Medio Oriente. Invece, a sorpresa, il prezzo del greggio è sceso dell’11 per cento circa da luglio e le quotazioni dei prodotti petroliferi sono calate del 3 per cento. Attualmente, infatti, il greggio WTI è sceso per la prima volta da aprile sotto i i 90 dollari/barile e il Brent è intorno a 91 dollari/barile.
C’è il timore, paventato da molti analisti, che si vada incontro nuovamente ad una guerra dei prezzi del greggio, che metterebbe in difficoltà i grandi produttori come gli USA e la Russia, ma anche altri Paesi che traggono il loro reddito quasi esclusivamente dalle entrate petrolifere. [...].

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