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Ecco gli scenari al 2020 per il settore elettrico Stampa E-mail
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di Francesco Marghella| vice presidente AIEE Giovani



La domanda di energia elettrica in Italia è cresciuta del 2,7 per cento l’anno tra il 1990 e il 2000 e ad un ritmo di poco inferiore, il 2 per cento, negli otto anni che hanno preceduto la crisi globale, ovvero dal 2000-2007. Nel biennio 2008- 2009 sono andati perduti 20 TWh di domanda, passando da 340 TWh/anno a 320 TWh, con un calo, nel 2009, che non ha avuto precedenti in tempi di pace: meno 5,7 per cento sul 2008. Nel 2010 e 2011 l’aggregato si è ripreso con un certo vigore, ma è tornato a perdere diversi punti percentuali nei successivi due anni, fino a toccare un nuovo minimo nel 2013, a 317 TWh.
Le indicazioni fornite dal modello di previsione della domanda elettrica mensile dell’Osservatorio energia AIEE sono per un 2014 in ulteriore calo del 2,8 per cento, con un crollo a 308 TWh. I primi 5 mesi dell’anno, infatti, si sono chiusi con un meno 3,4 per cento a livello tendenziale, ma la ripresa dell’economia, purché ancora solo prevista, suggerisce che il trend negativo possa arrestarsi nei prossimi mesi. Il meno 0,8 per cento registrato a giugno, d’altronde, sembra andare proprio in questa direzione.


La serie storica dell’indice di intensità elettrica dell’economia, pari al rapporto tra consumi elettrici nazionali e Prodotto Interno Lordo, mostra una crescita media annua dello 0,9 per cento tra il 1990 e il 2000 e dello 0,7 per cento tra il 2000 e il 2012. Tra 2003 e 2009 è evidente un indebolimento del trend, con l’indice cresciuto solo dello 0,1 per cento l’anno.
La ripresa nel 2010 e 2011 ha innescato un nuovo periodo di aumento che è continuato nel 2012, anno di recessione. La stima dei consumi elettrici 2013 dà l’intensità elettrica in forte discesa (meno 1,5 per cento su 2012, tornando sotto gli 0,22 kWh/euro). Ciò non impedisce di pensare che nel 2013 si sia di fatto concluso un triennio di anomalia dovuta agli effetti del secondo tracollo economico dopo quello del 2008-2009 e che proprio dall’anno in corso si possa re-instaurare un periodo di nuova relativa stabilità dell’indice di intensità elettrica.
Infatti, la struttura del sistema non appare storicamente soggetta a repentini cambiamenti tali da giustificare sconvolgimenti nel breve termine. Nel medio termine altri fattori possono intervenire, ma per la loro comprensione è necessaria una disaggregazione di consumi elettrici e valore aggiunto a livello settoriale. [...]

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