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Dico no alle astrusità ma non sono lo sceriffo di Nottingham! Stampa E-mail
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di Chicco Testa | Presidente Assoelettrica





Il rischio di cadere nei luoghi comuni incombe come un temporale estivo. Ma non si può fare a meno di correrlo. Non si può evitare di dire che “l’Italia è uno strano Paese”. Non soltanto perché governato da regole spesso astruse, generate per risolvere problemi che sono poi rimasti per lo più insoluti, e quindi degenerate ad ostacolo per i cittadini, le imprese, la stessa pubblica amministrazione. Ma soprattutto perché sembra che toccare queste regole costituisca un reato di lesa maestà oppure, a seconda delle convinzioni di ciascuno, una bestemmia. Fare l’elenco di queste regole, spesso antiche e per questo ancora più sbagliate, richiederebbe un volume intero della Treccani.


Un esempio: credo che siamo il solo Paese occidentale nel quale si paga il servizio di raccolta e di smaltimento dei rifiuti solidi urbani in base alla superficie dell’appartamento nel quale si abita. Siccome è di tutta evidenza una regola idiota, nel corso degli anni è stata cambiata, ma non per passare ad un sistema “pro capite” o, come in tutta l’Europa settentrionale, per quantità di rifiuti effettivamente prodotti previa raccolta separata. No.
Genialmente sono stati introdotti complessi sistemi di compensazione per cui il single paga un po’ meno della famiglia numerosa, che però ha lo sconticino se è meno abbiente, così come il single paga di più se giudicato ricco: a decidere non è quanti rifiuti produci e in quanti li produci ma l’ISEE, il mitico Indicatore della Situazione Economica Equivalente. Così, se uno si alza e dice: “Quella norma è sbagliata, cambiamola”, diventa immediatamente un mostro, uno sceriffo di Nottingham pronto a razziare i poveri per ingrassare i ricchi. [...]

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