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Tecnologie energetiche? La strada non è unica Stampa E-mail
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di Ugo Farinelli



È disponibile da metà maggio 2014 il nuovo rapporto dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) sulle prospettive delle tecnologie energetiche, che chiameremo ETP-2014. Un appuntamento finora biennale, ma che in futuro diventerà annuale, ed esteso a una raccolta di dati consultabili on line che farà la delizia dei nostri modellisti e analisti. A questo intensificarsi delle analisi prospettiche si accompagnerà ogni anno un approfondimento di un tema tecnologico e l’indagine relativa a un Paese a rotazione. Il tema tecnologico per ETP-2014 è lo “sfruttamento del potenziale dell’elettricità”, mentre il primo Paese studiato in profondità è l’India. Torneremo più avanti sul significato di queste due scelte.


Come è consueto in casa IEA, il riferimento dello studio è un lavoro di modellizzazione che fa capo alla definizione di tre scenari (o piuttosto tre famiglie di scenari) di lungo termine (al 2050): il primo, indicato come 6DS, è sostanzialmente uno scenario inerziale, cioè prevede che le cose vadano avanti come stanno andando oggi, e che di conseguenza si abbia nel lungo periodo un aumento della temperatura media terrestre di 6 gradi centigradi, o forse più: uno scenario insostenibile, secondo gli studi dell’IPCC.
Lo scenario intermedio, indicato come 4DS, corrisponde a prendere sul serio tutte le buone intenzioni espresse (senza però ancora alcun impegno formale) dei vari governi o forze politiche, che porterebbe a un aumento della temperatura media terrestre di 4 gradi centigradi. Questo andrebbe nella direzione giusta ma sarebbe ancora ben lontano dal metterci al sicuro da profondi sconvolgimenti del clima con conseguenze molto difficili da prevedere.
Il terzo scenario, “virtuoso”, il 2DS, avrebbe una probabilità almeno del 50 per cento di ottenere un aumento di temperatura non superiore ai 2 gradi, cui corrisponderebbero, secondo i più, effetti che possono essere affrontati senza eccessivi sacrifici. Questi scenari non coincidono, ma “sono compatibili” con quelli del maggiore sforzo scenaristico condotto dalla IEA, quello legato alla pubblicazione annuale del World Energy Outlook (WEO). [...]


Mentre non è evidentemente possibile riassumere in poche cartelle le 380 pagine dell’ETP, alcune conclusioni possono essere tratte, in particolare confrontando il volume del 2014 con il precedente del 2012. Alcuni cambiamenti nella situazione energetica mondiale si sono prodotti, al di là di quelli che potevano essere ragionevolmente previsti. [...]

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