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È noto: in questo tribolato 2014 anche l’editoria è in crisi. Se possibile ancor più di cento altri settori, di solito presi a simbolo della perdurante recessione (l’edilizia o il manifatturiero, per far due nomi). Una ricetta semplice semplice per ridurre i costi del comparto, contribuendo così a un possibile rilancio - senza per altro intaccare la qualità del prodotto - potrebbe essere quella di limitarsi, semplicemente, a riproporre gli articoli pubblicati nella primavera del 1994!
Poco o nulla di fatto è cambiato, che si tratti di indagini socio-politiche, di appelli al cambiamento, di critiche alla deriva del Paese, di promesse elettorali, di ipotesi di svolta... E questo vale, chiaramente, anche per le questioni energetiche.
Un colpo di bianchetto sui nomi dei protagonisti (amministratori delegati, ministri o partiti al governo), un aggiornamento della valuta (debiti ed evasione fiscale si misuravano ancora in miliardi di lire) ed è fatta. L’articolo è bello e pronto per fare la sua dignitosa figura, fresco come una rosa nonostante i 20 anni di stagionatura.


Non è la prima volta che la rubrica Stilus sottolinea questa triste considerazione. Ma ogni volta... torniamo a stupirci come fosse la prima di come davvero niente sembri cambiare, nel modo di ragionare e di (non) agire degli italiani.
A metà giugno 1994 le elezioni europee assegnano la maggioranza assoluta alla coalizione di governo. Dalle urne esce un risultato del tutto inatteso, almeno dai sondaggisti che vengono subito messi sotto accusa. Berlusconi stravince e vola al 30 per cento. Berlusconi ha vinto la campagna d’Europa. “Siamo noi i rivoluzionari. Gli Azzurri: la gente ci osanna, ora vuole gesti eclatanti” (Corriere della Sera, 13 giugno); Alla ricerca di un antidoto contro i sondaggi spazzatura (Sole 24 Ore, 14 giugno).


Giusto un mese prima l’Istat aveva diffuso un Rapporto sulla situazione del Paese. E immaginate un po’ cosa era emerso? “L’Italia sta vivendo la più grave crisi economica e politica del Dopoguerra”; “Si rilevano forti spinte alla disgregazione e alla divaricazione sociale”; “Il mercato del lavoro è bloccato e rifiuta i giovani”; “Crollano i consumi e anche il settore turismo va in tilt”; “Il Mezzogiorno ha pagato i prezzi più alti”; “Il numero dei delitti cala ma i tribunali sono in crisi”. Si consiglia anche all’Istat, per evitare sprechi di risorse, di ricorrere al “metodo bianchetto”.
Restando in tema di giustizia... già nel 1994 si parlava della necessità di evitare una possibile deriva politica del settore. I magistrati: no alle toghe nel Governo (Sole 24 Ore, 1° maggio). Lo stesso giorno, in apertura di giornale in prima pagina, il Sole lodava la scelta coraggiosa del Tonino nazionale di rimanere fuori dall’agone politico: “Antonio di Pietro non scambia la Procura di Milano con un ministero romano”. Canterebbe la Mannoia: come si (s)cambia...


Intanto la nostra compagnia di bandiera continuava a volare in cattivi cieli: urge un piano di ristrutturazione, senza però penalizzare l’occupazione! E c’è grande fiducia su un’imminente chiusura positiva delle trattative. Alitalia, intesa sul riassetto. Il protocollo esclude il ricorso a misure traumatiche nella gestione delle eccedenze (Sole 24 Ore, 9 giugno).
C’è anche spazio per un ritorno d’attenzione sul Ponte sullo Stretto di Messina - L’Eni torna in pista: ripresentato il tunnel alternativo al piano IRI (Sole 24 Ore, 3 maggio) - ma fortunatamente si tratta solo di una notizia mordi e fuggi, senza ulteriori sviluppi nei giorni a venire.
A differenza dei mesi precedenti - questo lo si deve riconoscere - almeno l’energia si merita un po’ di spazio e di attenzione in più. Tra le vicende che tengono banco, c’è il reiterato tira e molla sulle nuove centrali.[...]

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