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Che cos’è il legno
. Così, liscio liscio… senza punti di domanda
o esclamativi. se si tratta del titolo di un libro - e tale è - si tratta
di una presentazione, in copertina, che preannuncia uno svolgimento semplice ma non per questo poco stimolante. Il volume di riccardo Varvelli, docente presso il politecnico di torino e assiduo articolista
di Nuova Energia, offre l’esempio di divulgazione scientifica che fila dritta all’attenzione del lettore catturandola con uno stile piano che condensa in agili capitoli (otto) un’infinità di spunti e curiosità.
E non potrebbe essere altrimenti, essendo questa monografia
inserita in una collana intitolata “start, l’essenziale in cento pagine”.
In questo ridotto spazio tipografico ci sta molto più dell’essenziale.
Una parte, ad esempio, è dedicata alla presentazione chimico-fisica del legno, un’altra a quella del suo utilizzo energetico, un’altra ancora ad una ricognizione all’interno dell’italia boschiva, con un identikit del suo patrimonio, albero per albero (ne sono elencati quaranta) ad alto fusto. Di capitolo in capitolo, si apprende che l’abitudine di addobbare l’abete (in seguito natalizio) è nata in egitto come simbolo propiziatorio.
Che nel Medioevo la betulla era simbolo di saggezza e il pesco, originario della cina, di immortalità. una sorpresa dopo l’altra.
Per scoprire che cos’è la dendrologia (per il momento basta sapere che se ne occupò leonardo da vinci) e prendere confidenza con i legni che durano di più, quelli più resistenti e quelli più facili da accendere. Più di questo è opportuno non aggiungere, per non togliere il piacere di una lettura che in ogni passaggio svela un mondo affascinante e la capacità di chi lo ha narrato. capita quando la conoscenza ha solide radici.







In Italia si può ancora fare del sano business nel settore eolico?
La risposta è affermativa La storia dell’energia dal vento in versione tricolore non deve necessariamente essere scritta al passato remoto o al futuro prossimo, dai sognatori che vagheggiano il ritorno a chissà quale pioggia di incentivi.
Anche nel presente c’è spazio per aprire un cantiere e per realizzare - nel giro di pochi mesi - una nuova wind farm da qualche decina di MW di potenza. Togliendosi anche lo sfizio di mettere a segno un record per nulla scontato di questi tempi.
La notizia è di inizio aprile ed è così presentata dalla stessa società titolare dell’iniziativa: “Entro fine anno Asja avvierà due parchi eolici in Basilicata, composti
da 15 turbine V117 da 3 MW e da 3,3 MW, per una potenza complessiva di 48 MW. Siamo i primi in Italia a istallare aerogeneratori di questa potenza”.
La consegna delle turbine - precisa il partner tecnologico Vestas, che si occuperà della fornitura e installazione degli aerogeneratori - è prevista per il terzo trimestre di quest’anno e la wind farm dovrebbe diventare operativa entro la fine del 2014. “Siamo davvero orgogliosi di essere la prima company italiana a scegliere macchine di questa taglia - ha commentato l’amministratore delegato di Asja, Alessandro Casale - che hanno dato prova di eccellente funzionamento nelle varie aree del mondo dove sono già state messe in esercizio”.

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