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Così può cambiare la fiscalità ambientale Stampa E-mail
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VERSO UN SISTEMA PIÙ EQUO, TRASPARENTE E ORIENTATO ALLO SVILUPPO SOSTENIBILE


di Andrea Molocchi e Donatello Aspromonte | Ecba Project


L’imposizione fiscale complessiva è arrivata in Italia a livelli insostenibili per imprese e famiglie. Il quadro è aggravato dalla vigenza di imposte che vincolano la possibilità di uscire dalla crisi strutturale che ha destabilizzato le condizioni di benessere nel nostro Paese.
Ad esempio, un’imposta incisiva come l’IRAP ha nella base imponibile anche i costi di un fattore produttivo fondamentale come il lavoro, dal quale dipende la domanda di beni e servizi necessaria per la crescita. Dove trovare le risorse pubbliche per ridurre il carico fiscale che oggi grava sui fattori produttivi? Come liberare le risorse necessarie per gli investimenti delle imprese e per i consumi delle famiglie, e risalire la china di una felicità perduta?


La recente legge n. 23/2014, di delega al governo in materia fiscale - Disposizioni per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita - prevede all’articolo 15 un disposto specifico per la riforma della fiscalità ambientale. È giunta dunque l’ora di intervenire in un ambito della fiscalità molto complesso (sappiamo abbastanza bene quanto guadagnano imprese e famiglie, ma sappiamo poco quanto inquinino) le cui potenzialità di gettito, soprattutto in chiave di una maggior equità sociale, potrebbero essere notevoli se solo ci fosse la volontà politica di metter mano alle attuali opacità e sovrapposizioni che, come vedremo, caratterizzano quella che oggi viene denominata la fiscalità “ambientale”.


Lo scopo principale di questo articolo è proprio quello di proporre un criterio preciso di imposizione nell’ambito della fiscalità ambientale, quello dei costi esterni ambientali, fornendo anche delle stime di gettito per settori di attività economica, ivi incluse le famiglie. Una prospettiva, quella della valutazione economica degli impatti ambientali, che consente di valutare in maniera integrata e complessiva l’incidenza della fiscalità ambientale sui soggetti colpiti dalle forme convenzionali di fiscalità, dirette o indirette. Il gioco delle tre carte, infatti, quando si parla di tasse ambientali, non solo è molto diffuso ma anche potenzialmente a portata di mano di un fisco in passato troppo spesso “pragmatico”, che ha mirato più alle tasche degli italiani che non a valutare preliminarmente l’equità del proprio operato o a indirizzare le scelte dei cittadini e l’innovazione delle imprese verso un maggior benessere collettivo. [...]

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