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Pompe di calore a vantaggio dell’ambiente (e si risparmia energia) Stampa E-mail
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di Andrea Molocchi e Donatello Aspromonte| ECBA Project Srl



Una delle grandi scommesse delle discipline economiche applicate ai temi ambientali riguarda la capacità delle metodologie di stima delle esternalità ambientali di contribuire alle valutazioni ex ante delle innovazioni tecnologiche per indirizzare la ricerca e lo sviluppo verso le opzioni più promettenti in un’ottica di costi-benefici per la collettività.
Scopo di questo articolo è di illustrare, tramite un caso applicativo individuato nelle pompe di calore elettriche, i benefici ambientali di una tecnologia innovativa ad alta efficienza energetica basata sul vettore elettrico. Il caso applicativo è stato oggetto di uno studio, realizzato da ECBA Project per conto di Assoelettrica, che ha avuto la finalità di stimare il valore economico dei benefici ambientali di una crescente diffusione delle pompe di calore elettriche nel settore residenziale, rispetto agli impianti a combustione attualmente utilizzati per il riscaldamento domestico.


L’articolo vuole anche evidenziare le potenzialità del metodo applicato, l’analisi dei costi esterni ambientali, nel fornire informazioni di convenienza sociale più complete rispetto a quelle oggi ottenibili impiegando metodologie come l’analisi energetica o l’analisi multicriterio delle emissioni. In particolare, per le tecnologie ad alta efficienza energetica basate sul vettore elettrico la valutazione dei costi esterni è utile per effettuare un confronto ambientale equilibrato con le tecnologie non elettrificate, non limitato agli impatti ambientali diretti, bensì esteso agli impatti delle modalità di produzione dell’energia elettrica e all’efficienza del suo trasporto fino al consumo finale, e questo secondo regole di confronto il più possibile omogenee (parità di condizioni).


L’indagine ha utilizzato un approccio di scenario al 2020, coerente con le previsioni della Strategia Energetica Nazionale di contenimento dei consumi elettrici e di diffusione delle rinnovabili. In questo quadro sono stati considerati tre percorsi alternativi di diffusione delle pompe di calore al 2020 (di minima, di massima e “intermedio”), accomunati dalla sostituzione di impianti di riscaldamento a combustione, secondo la composizione del mix nazionale. Il confronto è stato quindi ancorato ai dati reali del contesto italiano (mix degli impianti di produzione di elettricità, ruolo delle importazioni e delle perdite di rete, composizione fonti e caratteristiche degli impianti di riscaldamento, contesto demografico, consumi energetici delle tecnologie, incidenza della cogenerazione, eccetera). [...]


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