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Sussidi energetici, Medio Oriente e Nord Africa con un sistema da riformare Stampa E-mail
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di Roberto Vigotti | segretario generale RES4MED e coordinatore RE Industry Board IEA
e Flavia Li Chiavi |consulente RES4MED




I sussidi alle fonti fossili sono considerati una delle principali barriere agli investimenti nei Paesi dell’area MENA (Medio Oriente e Nord Africa) e alla competitività delle loro economie. L’International Energy Agency nell’Outlook 2013 sottolinea che i sussidi a tali fonti “possono rendere le industrie ad alta intensità energetica più competitive, ma in realtà indeboliscono la competitività dell’economia globale perché creano distorsioni del mercato e, di conseguenza, una cattiva allocazione delle risorse. La catena di effetti negativi continua con la perdita di efficienza delle economie e del benessere sociale. I sussidi riducono le prospettive per l’efficienza energetica provocando una distorsione nei calcoli del periodo di ammortamento degli investimenti”.


Le economie locali rimangono indietro, perdono la capacità di innovarsi e l’opportunità di diversificare in altri settori dell’energia, come le rinnovabili, che nei MENA restano sottoinvestiti e che invece nel resto del mondo rappresentano la nuova arena competitiva. La IEA stima che nel mondo i sussidi ai fossili siano pari a circa 544 miliardi di dollari nel 2012. Una volta incluse le mancate entrate fiscali, questa cifra sale a circa 2.000 miliardi di dollari, pari a oltre l’8 per cento delle entrate pubbliche, secondo un recente rapporto del FMI. Il valore dei sussidi ai fossili è in aumento rispetto al 2011 (nel 2009 ammontavano a 311 miliardi di dollari). [...]


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