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Pinto: "Pronti al cambio di paradigma" Stampa E-mail
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L'AMMINISTRATORE DELEGATO E PRESIDENTE DI AXPO ITALIA


di Dario Cozzi




Il sistema elettrico, spinto dall’ingresso delle nuove tecnologie di generazione, accumulo ed efficienza energetica, è probabilmente ad un passaggio epocale.
“Come lo è stato vent’anni fa per l’Information Technology, quando dai mainframe si passò alla rete di server e personal computer...”, commenta Salvatore Pinto, AD e presidente di Axpo Italia, con alle spalle una importante carriera di responsabilità in aziende informatiche e di telecomunicazioni
.



Torniamo al presente energetico.

**Oggi la filiera tradizionale dell’energia sta per essere completamente sovvertita: da grandi impianti di generazione, linee di trasporto, distribuzione e punti di prelievo ci si sta muovendo verso reti intelligenti con micro generazione distribuita, capacità di accumulo locale e utenti finali proattivi nella gestione dei propri consumi e delle fonti di approvvigionamento.
Insomma, stanno cambiando tutti i paradigmi che dal Dopoguerra hanno regolato il sistema e l’innovazione sarà il fattore competitivo determinante nel mercato. Solo qualche anno fa ci preoccupavamo di sviluppare grandi capacità di generazione per coprire previsioni di consumo in stabile crescita, oggi investiamo in progetti di efficienza energetica e stiamo progettando di mettere in rete micro impianti da fonte rinnovabile con sistemi di accumulo e di consumo non tradizionali come l’auto elettrica.


Con la liberalizzazione del mercato, quasi quindici anni fa, sono cambiati i riferimenti del sistema con soggetti distinti nell’ambito della filiera e un contesto aperto a più operatori in competizione su produzione e fornitura. Eppure, fondamentalmente, la filiera non è mutata come il modello di business sotteso. Oggi invece sono messi in discussione ruoli, strategie e investimenti. Come possono affrontare questo passaggio critico le aziende del settore?
**L’approccio è bivalente. Da un lato c’è la necessità di salvaguardare gli investimenti e di garantire la tenuta del buono che il sistema attuale ci sta dando in termini di concorrenza e riduzione del prezzo all’ingrosso dell’energia. Certo, l’approccio non dev’essere indiscriminato. È infatti legittimo e utile tutelare la sostenibilità economica degli impianti tradizionali flessibili, che sono necessari per permettere all’Italia di beneficiare dei vantaggi che il mix rinnovabili- gas è destinato a darci rispetto ad altri Paesi d’Europa. Meno legittimo e utile è invece cercare di conservare le posizioni di privilegio nella vecchia filiera energetica non flessibile. [...]



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