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Dentro sette anni di mercato elettrico Stampa E-mail
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di Simone Corbo | Head of Power Trading Axpo Italia



La stesura di quest’articolo è stata per me occasione per distaccarmi qualche ora dalla frenetica quotidianità davanti agli schermi di trading e dalla tensione del cercare continuamente di intuire dove andranno i prezzi del mercato, ed osservare tutti i cambiamenti che in questi miei sette anni di lavoro hanno attraversato il mercato elettrico italiano. Sono tanti...


Da quando il Decreto Bersani sanciva che in Italia sul mercato libero le contrattazioni fra venditore e acquirente potevano avvenire sia nella Borsa Elettrica (avviata nel 2004) sia attraverso accordi bilaterali - quelli che, di fatto, hanno dato i natali al mercato Over The Counter italiano - crisi finanziarie (2007), crisi petrolifere (2008), innovazioni tecnologiche (rivoluzione dello shale gas del 2010), evoluzioni delle politiche energetiche mondiali (post Fukushima nel 2011) hanno attraversato in lungo e in largo i mercati energetici europei.
Calando questi eventi nel mercato italiano dell’elettricità è, a mio avviso, negli ultimi sette anni che sono state poste le pietre miliari che ci hanno portato a dove siamo oggi.


Gli anni 2006-2007 hanno visto, di fatto, la nascita del mercato OTC su piattaforma: società di brokeraggio visionarie misero a disposizione una piattaforma elettronica, dove gli operatori potevano iniziare a scambiarsi prezzi e stipulare bilateralmente contratti di acquisto e vendita. I volumi scambiati su queste piattaforme, grazie alla consapevolezza dei principali operatori di mercato della necessità di avere un riferimento di prezzo trasparente che permettesse una gestione più sana dell’esposizione di portafoglio, sono cresciuti con un ritmo impressionante fino al 2011 per poi subire una flessione.
Mancava tuttavia un riferimento di prezzo ufficiale e continuo. Nell’ottobre 2007 nacque così l’IDEX (Italian Energy Derivative Exchange) come segmento di IDEM, il mercato gestito da Borsa Italiana. Seguirono tre anni di grande espansione del mercato (2008-2010) e di forte crescita degli attori presenti come operatori attivi sui mercati regolamentati (fisico MTE e finanziario IDEX) e non (OTC); banche, società di brokeraggio, utility, grossisti, importatori e consorzi iniziarono a guardare oramai al mercato forward come riferimento per le loro strategie di hedging e pricing.


La diversità di attori e interessi coinvolti nel mercato induceva inoltre sui prodotti negoziati una volatilità che attirava l’attenzione delle trading-house attive sui mercati elettrici europei, creando un interesse sempre maggiore al mercato italiano. Nel 2010 lo scossone è arrivato dagli Stati Uniti: lo shale gas. [...]



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