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Rinnovabili nel Mediterraneo, una vera occasione per l’industria italiana Stampa E-mail
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di Roberto Vigotti| segretario generale RES4MED - Renewable Solutions for the Mediterranean
e Roberta Lusardi | analista RES4MED



Cinque anni dopo il lancio del Piano Solare Mediterraneo nell’ambito della Unione del Mediterraneo (UfM) e quattro anni dopo il lancio del consorzio Desertec Industrial Initiative è tempo di bilanci, visto che a metà dicembre viene approvato dai Ministri euromediterranei il Master Plan della UfM stessa. Un documento che vuole essere la chiave di lettura del quadro strategico energetico del Bacino, utile soprattutto per identificare e contribuire a creare le condizioni istituzionali, politiche, socio-economiche e infrastrutturali per sviluppare e applicare con rapidità ed efficacia le fonti rinnovabili e le misure di efficienza energetica.


Diverse iniziative sono state create in parallelo, sia da istituzioni sia da operatori industriali: Medreg per i regolatori, nel 2007, con sede a Milano; MED Solar Plan nel 2008, con sede a Barcellona; Desertec/Dii nel 2009, con sede a Monaco; Medgrid nel 2010, con sede a Parigi; MED-TSO per gli operatori di rete, nel 2012, di nuovo con sede a Roma.
Tutte queste iniziative hanno giocato un ruolo chiave nel promuovere l’opzione di “energia nel e dal deserto” per uno sviluppo consistente delle rinnovabili e soprattutto hanno contribuito a creare un grande interesse dei Governi della sponda Sud sull’argomento, registrando anche un discreto ritorno mediatico e istituzionale.


Anche grazie a questa azione di analisi e promozione - basti ricordare tre tra le importanti analisi realizzate da Dii su “Desert Power 2050”, “Getting Started” ed “Economic Impacts of Desert Power” - tutti gli Stati del Sud del Mediterraneo hanno in questi ultimi anni fissato target ambiziosi per lo sviluppo delle energie rinnovabili nel loro territorio, soprattutto per coprire una domanda interna in forte crescita e per sfruttare un enorme potenziale di risorse. [...]



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