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Sbilanciamenti tra Autorità di regolazione e Autorità giudiziaria Stampa E-mail
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di Agostino Re Rebaudengo | presidente assoRinnovabili



Nel 2012 l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (Deliberazione n. 281/2012/R/efr), mossa dall’intento di “responsabilizzare” i produttori di energia da fonti rinnovabili non programmabili (FRNP), ha introdotto per questi impianti una profonda revisione del servizio di dispacciamento che, come noto, serve ad assicurare l’equilibrio tra domanda e offerta di energia elettrica sul mercato per garantire la continuità della fornitura e la sicurezza del sistema.
La revisione ha comportato l’estensione della disciplina degli ”sbilanciamenti”, fino a quel momento prevista solo per gli impianti a fonti convenzionali, anche agli impianti a fonti rinnovabili non programmabili esistenti, nonché l’abolizione del premio per la corretta programmazione.


Detto in altri termini, agli impianti a fonti rinnovabili non programmabili (anche per quelli già in esercizio) è stato imposto di programmare con precisione la produzione di energia e di sostenere i costi del così detto “sbilanciamento” che è la differenza tra l’energia programmata e quella effettivamente immessa in rete. Per comprendere appieno la portata lesiva della revisione, basti pensare che le fonti rinnovabili non programmabili, per natura, non consentono la definizione di un preciso programma orario di produzione. Per gli impianti eolici e fotovoltaici, in particolare, la produzione non è prevedibile principalmente a causa dell’incertezza delle previsioni meteorologiche. [...]



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