NOVITÀ

Abbonati ONLINE!

 
COOKIE
 
E se la fine del petrolio dipendesse dalla domanda? Stampa E-mail
Torna al sommario

di Edgardo Curcio



Recentemente l’Economist, dando ampio spazio al settore petrolifero, ha avanzato una tesi alquanto scioccante e cioè che, in contrasto con le previsioni dell’AIE e dei maggiori centri energetici, la fine del petrolio nei prossimi anni potrebbe essere determinata da una riduzione della domanda e non da una diminuzione dell’offerta.
In altre parole, non sarebbe una risorsa in esaurimento come da più parti e da molto tempo si dice, ma una risorsa la cui domanda potrebbe progressivamente ridursi. Secondo l’Economist, due sarebbero le cause per cui si avrebbe una contrazione della domanda di petrolio a partire dalla fine di questo decennio.


La prima: la sempre più rapida sostituzione del petrolio, in tutti i suoi impieghi, con il gas naturale le cui riserve sono aumentate di cinque volte in relazione allo shale gas e i cui prezzi si sono ridotti del 50 per cento in poco più di due anni. L’impiego del gas, in conseguenza a ciò, potrebbe estendersi a tutti gli usi del petrolio, compreso il trasporto, sia per effetto dei più bassi prezzi rispetto a benzina e gasolio sia in relazione al suo miglior impatto ambientale.
Quest’ultimo non riguarderebbe soltanto la minor emissione di CO2 che il gas naturale ha nel suo impiego rispetto al petrolio, ma anche la forte riduzione di ossidi, polveri sottili, zolfo e altri inquinanti nelle grandi città che il gas ha rispetto agli attuali mezzi pubblici e privati a trazione che affollano le strade cittadine.


L’uso del gas sotto forma di GNL sta peraltro introducendosi rapidamente anche nel settore navale, dove precise norme ambientali prevedono la sostituzione dei bunker petroliferi (soprattutto gasolio marino) con GNL per ridurre l’inquinamento dei porti e delle zone costiere. Al riguardo sono già allo studio in molti Paesi navi e traghetti che utilizzeranno GNL al posto del gasolio. Il più grande cantiere polacco ha già varato otto navi a GNL e ne ha due in costruzione.
La Norvegia ha un mercato di GNL per uso navale in forte sviluppo, con 23 navi costruite ed altre in costruzione. La Germania sta costruendo diverse navi gasiere alimentate con GNL. In Italia Fincantieri sta progettando per una società canadese un traghetto con alimentazione mista e cioè elettrica e a GNL.


Molte iniziative sono in corso in quasi tutti i cantieri navali ed anche in Italia la società armatrice Lauro ha ordinato un traghetto per la rotta da Napoli alle Isole alimentato a GNL. Come si vede, le prospettive di impiego del GNL nel settore navale sono molto buone Anche per il settore terrestre ci sono analoghe iniziative, all’estero e in Italia, dove Iveco produrrà il primo camion alimentato a CNG. [...]



L'articolo completo è disponibile solo per gli abbonati.
Per maggiori informazioni è possibile contattare la redazione.
Telefono 02 3659 7125 e-mail Questo indirizzo di e-mail è protetto dal spam bots, deve abilitare Javascript per vederlo

 
© 2005 – 2020 www.nuova-energia.com