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Gas da guerra o guerra del gas? Stampa E-mail
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di Federico Santi



Triste vivere in un mondo in cui non si riescono più a distinguere il bene ed il male. Non riusciamo a sapere se ad usare il gas letale a Ghouta sia stato il governo di Assad o se i colpevoli non siano invece i ribelli, per far ricadere la colpa sul governo stesso. Non si sa fino a che punto i ribelli - in prevalenza islamici non propriamente moderati - siano fomentati e sostenuti dall’Occidente, ancestrale nemico (di norma, laggiù le bandiere americane finiscono in fumo). Non si sa se le belliche velleità statunitensi - che hanno inizialmente entusiasmato alcuni Paesi europei, Francia in testa - siano l’inevitabile risposta ai crimini contro l’umanità del governo di Assad, o se invece nascondano altre mire che, come studiosi di energetica, ci riguardano da vicino. Chi sono gli Angeli? Chi sono i Demoni? Non riusciamo più a saperlo. Le informazioni corrono sul web alla velocità della luce, ma, frammentarie, contraddittorie, dubbie, artefatte, non permettono di decifrare la realtà. Del resto, lo stesso Lucifero, il portatore di luce, era il più bell’angelo del firmamento.


Indubbiamente, le preghiere e le suppliche di Papa Francesco per scongiurare ogni guerra sono l’unica voce angelica che si riesce ad udire (quelle degli inermi, massacrati nella guerra civile, purtroppo non si odono più). Il digiuno proposto al mondo da Papa Francesco è, per così dire, tridimensionale: ha una dimensione spirituale e trascendente (preghiera), una dimensione concreta e sensibile (rinuncia al cibo) ed una dimensione simbolica, che forse è meno evidente ai più. Il mondo ha bisogno di un digiuno energetico, cioè di una drammatica e repentina riduzione del consumo di idrocarburi - petrolio e gas naturale - forieri di tensioni geopolitiche fortissime e di focolai di guerra.


La concentrazione delle riserve di idrocarburi in Medio Oriente, a fronte della scarsità nei Paesi consumatori, genera una differenza di potenziale altissima, giunta ormai alla soglia dell’insostenibilità. Santo George Mitchell: le sue tecniche di estrazione dello shale gas, portando negli USA un’incredibile prospettiva di autonomia energetica, hanno mitigato di colpo e radicalmente il problema geopolitico. In assenza di questa prospettiva, la scena sarebbe stata drammatica. Purtuttavia, anche con gli USA più sereni la situazione resta critica. Il controllo dell’Occidente sull’area mediorientale assume maggiore importanza ogni giorno che passa; in chiave prospettica è irrinunciabile, a qualsiasi costo, comprese guerre e immoralità di ogni genere, a meno che non cambi radicalmente la struttura dei consumi energetici planetari. [...]



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