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Testa: “La svolta è davvero irrinunciabile” Stampa E-mail
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ASSEMBLEA 2013 DI ASSOELETTRICA




Quattro gli elementi che con perfetta sincronia pesano sul nostro settore: la crisi economica, che si traduce in una costante contrazione della domanda di energia elettrica (siamo tornati indietro di almeno dieci anni e da ormai 20 mesi i consumi elettrici continuano a ridursi); l’aumento dei prezzi finali dell’energia, dovuto essenzialmente al crescere degli oneri di sistema; la graduale perdita di efficacia del mercato elettrico, ove, con l’enorme sviluppo del fotovoltaico, la quantità di energia elettrica effettivamente contendibile si è gradualmente ridotta fino a scendere sotto la soglia del 50 per cento in valore, con un calo di dieci punti nell’arco di quattro anni; il mancato decollo di un vero mercato europeo dell’energia e dell’energia elettrica in particolare, per cui ciascun Paese continua a seguire politiche proprie senza reciproca armonia, mentre le istituzioni europee insistono nel porre obiettivi vincolanti non sempre coerenti con le effettive condizioni nelle quali versano le economie e le industrie elettriche dei singoli Paesi membri.

Insomma, è venuto il momento di dire la verità, senza eccessive cautele, perché solo da un’analisi compiuta ed impietosa della situazione possiamo trarre le indicazioni necessarie per individuare le misure che servono a superarla. Da anni, viene segnalato il costo eccessivo dell’energia elettrica per il settore manifatturiero italiano. È un elemento strutturale che ne frena la competitività e favorisce la delocalizzazione delle produzioni nazionali. Proprio nel momento in cui sarebbe stato possibile cogliere il frutto di una serie di azioni coerenti di rinnovamento del parco di generazione elettrica italiano e di spinta verso la convergenza dei prezzi del gas fra Italia e resto d’Europa, abbiamo pensato bene di aggiungere al già alto peso fiscale oneri straordinari di sistema pari a 134 miliardi di euro su 20 anni. Un aggravio in cifra fissa e completamente indipendente dal livello dei consumi, cosicché, paradossalmente, esso proporzionalmente cresce al ridursi dei consumi. Così, mentre scende il prezzo dell’energia all’ingrosso, cresce il prezzo dell’energia per i consumatori finali. [...]


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