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Secondo lo zodiaco cinese il 1993 è stato l’anno del gallo. Un segno che dovrebbe avere un’elevata affinità – meglio, compatibilità – con il serpente che simboleggia il 2013. Non abbiamo un particolare feeling con l’astrologia (da qualsiasi parte del Pianeta provenga) e men che meno abbiamo mai scomodato gli oroscopi in oltre dieci anni di rubrica. Quindi, preferiamo pensare che si tratti solo di semplici coincidenze. Ma che coincidenze!


L’estate 1993 era infatti agitata dagli stessi chiaroscuri (con una netta prevalenza degli scuri, a dire il vero) che stanno impensierendo gli italiani in queste settimane. Indro Montanelli, sulle colonne del Corriere della Sera (19 agosto) sintetizzava la situazione generale con poche chiare parole: Siamo in uno stato confusionale. Il Bel Paese, afflitto da una gravissima crisi che colpisce soprattutto i più giovani (ma davvero?!?), è alla ricerca di una soluzione. Portafogli vuoto, niente ferie. Un milione di italiani non andrà in vacanza. Con la crisi sempre più turisti del week end (Corriere della Sera, 5 luglio); Previsioni OCSE, crescerà la disoccupazione anche nel ’94 (Sole 24 Ore, 21 luglio); Appello dei costruttori a Ciampi, siamo vicini alla crisi totale. I vertici di Confindustria e di ANCE ricevuti dal presidente del consiglio (Sole 24 Ore, 22 luglio); In maggio ancora una frenata per la produzione industriale (Sole 24 Ore, 17 luglio); Ma i consumi elettrici segnano un miglioramento (a differenza di oggi).


E poi, ancora: Semestre nero. Cerved: in Emilia e in Veneto strage di piccole imprese (Sole 24 Ore, 30 luglio); Disoccupazione: giovani, settembre nero (Corriere della Sera, 19 agosto); Un rientro nella crisi. Dall’inizio dell’anno forte calo della produzione industriale e dell’occupazione. In ribasso la fiducia delle famiglie. Boom dei protesti bancari (Sole 24 Ore, 23 agosto); Emergenza occupazione. Si moltiplicano in tutta Europa le ristrutturazioni. Da Mercedes e ABB una raffica di tagli. E in Italia la terapia è nelle grandi opere (Sole 24 Ore, 25 agosto). Qualcuno fa anche notare che un gruzzoletto (europeo) ci sarebbe e potrebbe dare un po’ di fiato; basterebbe solo spenderlo ma… [...]


[...] E sul fronte energia? Un disastro! Per leggere qualcosa di interessante e debitamente approfondito occorre soffermarsi su due pagine “ADV” – per chi non mastica la materia, si tratta di inserzioni a pagamento – pubblicate da Enel sul Corriere della Sera dell’8 luglio. Nelle settimane precedenti, l’ente elettrico nazionale aveva promosso il XIII concorso Enel Scuola, secondo lo slogan: La conoscenza è la prima fonte di energia. Si trattava di un articolato questionario – con uno spiccato taglio geopolitico – con cento domande sul tema energia in senso lato. Proclamati i vincitori e assegnati i premi, nelle due pagine del Corriere Enel riproponeva ai lettori del quotidiano di Via Solferino l’intero questionario.


Quello che colpisce è l’intelligenza, la complessità, la varietà delle domande proposte. Non come i sondaggi pilotati che tanto vanno per la maggiore oggi. Stile: preferite il fotovoltaico che è bello, buono e bravo e fa bene alla salute, oppure il carbone che è brutto, cattivo, dannoso e nemico dell’ambiente? [Sì], [No], [Non so].
Si spazia, infatti, dal ruolo dell’OPEC alla consistenza della flotta di navi per il trasporto del GNL (ebbene sì, già allora, 20 anni fa, il mercato di questa commodity aveva iniziato a muovere i primi passi e contava 56 unità), dal profilo delle tariffe domestiche alla copertura del fabbisogno italiano di energia elettrica con kWh di importazione. Una iniziativa così meritevole e intelligente che, con ogni probabilità, oggi sarebbe del tutto improponibile. Quale lettore d’altra parte – anche tra gli esperti o gli appassionati della materia – avrebbe oggi la pazienza di cimentarsi con cento (dico cento) domande, senza ricorrere alla scorciatoia di Internet?



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