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Un mix di problemi a scapito di cittadini e industria Stampa E-mail
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di Edgardo Curcio



Nel corso del mese di luglio si sono succeduti a Roma convegni e seminari che hanno messo a fuoco un tema centrale per il settore energetico italiano, e cioè quello degli alti prezzi dell’energia, che si tramutano in elevati costi per le imprese e i consumatori italiani, rendendo le aziende sempre meno competitive sullo scacchiere internazionale e i poveri cittadini sempre più vessati da tasse e altri oneri.


Ha iniziato a dibattere questo tema il convegno organizzato dall’AIEE e Federmanager presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università Roma Tre, dal titolo Il costo dell’energia: vincolo allo sviluppo ed alla competitività. Nello studio presentato si evidenziano tutte le criticità del nostro sistema energetico, che portano a rendere l’energia nel nostro Paese più cara di quella degli altri Paesi europei di circa un 30 per cento.
Queste criticità sono, nell’ordine: il mix di fonti utilizzate in Italia (soprattutto per produrre energia elettrica) che è più caro perché c’è poco carbone e niente nucleare; la forte fiscalità e parafiscalità (oneri di sistema) che aumenta il costo delle singole fonti di energia; la presenza di infrastrutture spesso sovradimensionate, insufficienti e scarsamente competitive; la mancanza di una politica energetica e di uno status preciso, dal punto di vista legislativo, di chi ha la responsabilità e le competenze in materia energetica (oggi divise fra Governo centrale e Regioni).


Anche se con toni differenti, tutti gli altri convegni organizzati da diverse Istituzioni e Associazioni di categoria nel mese di luglio hanno ripreso il tema degli extra costi che si sono accumulati nel tempo nel settore energetico e sulle varie fonti di energia, ad iniziare da una tassazione sempre più alta che in alcuni casi assorbe oltre il 50 per cento del prezzo del prodotto, rendendolo non competitivo; questa tassazione spesso è anche accompagnata da un ulteriore onere parafiscale (come nel caso dell’elettricità) dovuto a voci di costo aggiunte dal Regolatore per far fronte a sussidi e/o extra costi che tendono a crescere nel tempo fino a diventare un vero e proprio “balzello” sull’energia. Tra questi “extra costi” due si sono distinti in questi ultimi mesi [...].



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