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Così il monitoraggio migliora la resa dell'impianto fotovoltaico Stampa E-mail
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a cura di DoctorEnergyPlus



Negli ultimi due anni (e in particolare nel corso del 2011) l’Italia ha registrato uno sviluppo del fotovoltaico senza precedenti e senza uguali nel resto del mondo. Questa tecnologia ha comunque iniziato a mettere radici sul nostro territorio circa una decina di anni fa; numerosi impianti fotovoltaici oggi allacciati in rete hanno quindi sulle spalle migliaia e migliaia di ore di funzionamento e nel tempo hanno visto un non marginale decadimento delle loro prestazioni. Non solo per “questioni anagrafiche” ma anche - soprattutto - per come sono stati realizzati e gestiti (o malgestiti).



Complice anche un metodo di vendita che in passato si limitava a consigliare “un lavaggio annuale” come unica precauzione necessaria, tali impianti non sono stati seguiti con la necessaria costanza e attenzione.
La nostra esperienza diretta lo ha confermato sul campo: per anni numerosi gestori si sono accontentati di controlli sommari e molto dilazionati nel tempo, come se bastasse un semplice confronto della produzione di energia elettrica anno su anno per rilevare eventuali anomalie o malfunzionamenti. In realtà, questo approccio non fornisce informazioni attendibili sullo stato di efficienza dell’impianto, in quanto i fattori che incidono sulla produzione (irraggiamento, temperatura, eccetera) non sono mai uguali di anno in anno.


Per verificare il reale stato di salute è dunque necessario verificare la produzione di energia in funzione dei parametri reali, cosa che è possibile attraverso il monitoraggio che permette di verificare la produzione di energia elettrica in funzione dell’irraggiamento e della temperatura, istante per istante, rilevando in tempo reale tutti i dati provenienti dall’impianto e trasmettendoli ad un server dedicato che effettua un controllo incrociato tra i dati riscontrati e i risultati della simulazione di energia elettrica prevista (i cui valori sono calcolati in base alla configurazione dell’impianto e alle condizioni meteorologiche presenti nel sito).
I dati sono poi analizzati dal sistema e anche da tecnici appositamente preparati, permettendo di verificare costantemente l’efficienza dell’impianto e di valutare in tempo reale l’insorgere di eventuali disfunzioni. In questo modo è anche possibile ottimizzare gli interventi di manutenzione, riducendo sensibilmente i costi di gestione dell’impianto.


E non si tratta, necessariamente di interventi strutturali. Ad esempio, in diversi casi da noi trattati abbiamo rilevato un calo di produzione significativo tale da rendere necessario un lavaggio del generatore fotovoltaico per ripristinare le condizioni di efficienza. Su molti impianti invece abbiamo constatato che questo tipo di assistenza era programmato annualmente a prescindere da una reale necessità. Abbiamo così potuto ridurre il costo di manutenzione razionalizzando questo stesso intervento.

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Prosegue la collaborazione che
Nuova Energia ha avviato con DoctorEnergyPlus, società del settore energy che ha come obiettivo la diffusione di una “nuova cultura nell’uso dell’energia, con particolare attenzione al risparmio”. dopo aver affrontato sul numero scorso il tema dell’efficienza energetica, in particolare attraverso l’utilizzo dei led, l’attenzione si concentra ora su un fattore altrettanto strategico: quello del monitoraggio degli impianti alimentati da fonte rinnovabile. Sottovalutare questo aspetto decisivo può comportare perdite quantizzabili in migliaia di euro, già in presenza di un piccolo utilizzatore. Possiamo quindi immaginare i costi per un impianto di taglia media o grande, se mal gestito!
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In altri casi abbiamo potuto rilevare un calo prestazionale tale da rendere necessario l’utilizzo degli ottimizzatori o la sostituzione di alcuni moduli che si erano guastati (caso tipico, diodi di bypass guasti). È inoltre sempre possibile valutare i costi e i benefici di ogni intervento, in modo da avere sempre una convenienza economica.
Eventuali scostamenti significativi dei valori di produzione rispetto alle attese dell’impianto fanno scattare automaticamente un allarme al soggetto responsabile, favorendo così la conseguente azione di rimozione del guasto. In questo modo si possono evitare periodi di mancata produzione elettrica e conseguentemente di temporanea mancanza di reddito derivante dall’impianto.


A questo proposito possiamo citare il caso di un impianto che ha perso 24.000 euro di incentivo, e solo perché il gestore non si era accorto del suo spegnimento (era banalmente saltato un interruttore di protezione). In sintesi possiamo dire che il monitoraggio, analizzando il dato reale, permette di superare il concetto previsionale di produzione. L’analisi dei dati permette inoltre di ottimizzare gli interventi di manutenzione e di ridurre quindi i costi di gestione. Insomma, il monitoraggio permette di curare l’investimento effettuato migliorandone la resa.

 
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