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De Vita: “La SEN non è un toccasana” Stampa E-mail
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IL PRESIDENTE DI UNIONE PETROLIFERA (UP)


di Pietro Magri




Presidente, tanto per incominciare… Con quale stato d’animo l’Associazione vive questo inizio 2013?
**La situazione è ancora molto difficile per tutti. I consumi non accennano a ripartire e anche le attese non sono delle più rosee. In un paio d’anni abbiamo perso più di quanto avvenne durante il secondo shock petrolifero. E lo stesso vale anche per altri comparti come il gas e l’energia elettrica. Non si chiudono più solo le raffinerie, ma ora anche le centrali elettriche. Non mi sento Pasquale De Vitadi essere molto ottimista. Credo, tuttavia, che dobbiamo impegnarci tutti per superare questa dif- ficile fase e continuare a garantire un servizio essenziale per il Paese, anche perché ne abbiamo la capacità.


Lo scorso anno, il settore della raffinazione denotava segni di preoccupante difficoltà se non di vera e propria crisi. La partita è persa? E l’Europa che fa…? Il baricentro produttivo è destinato inevitabilmente a spostarsi in altre aree geografiche?
**Che siano cambiati gli equilibri energetici mondiali, non solo nel petrolio, forse siamo stati tra i primi a farlo notare. I mercati energetici sono per loro natura interconnessi ed è difficile oggi parlarne solamente in chiave nazionale. Ciò vale in particolare per il mercato petrolifero, che dipende da numerose variabili sulle quali le autorità nazionali spesso non hanno possibilità di intervenire. Il prezzo del petrolio, ad esempio, sono anni ormai che non risponde più all’andamento dei cosiddetti fondamentali, ma è ostaggio dei mercati finanziari. Non si capisce altrimenti perché i prezzi continuano a crescere anche quando la domanda cala. È evidente che l’economia reale e l’economia finanziaria reagiscono a logiche completamente diverse. Noi paghiamo solo il conto. Per quanto riguarda la raffinazione, dobbiamo dire che c’è molta maggiore attenzione a livello europeo. [...]



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