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PAUSA-ENERGIA
 
Un libro da scrivere, ma si sta voltando pagina Stampa E-mail
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Drilling



Nel corso del 1978, il mercato petrolifero mondiale fu scosso da una serie di eventi che determinarono, negli anni successivi, il passaggio di mano nel controllo del sistema dei prezzi del petrolio. Eravamo alla vigilia della rivoluzione iraniana e della guerra Iran-Iraq, eventi straordinari che provocarono emozioni e tensioni in tutto il mondo, con la conseguente impennata dei prezzi del petrolio al di sopra dei 40 dollari/barile. Fu il secondo shock petrolifero della storia (dopo il 1973).


Nello stesso anno un altro evento passò quasi inosservato. Nel Mare del Nord iniziavano le esportazioni di greggio Brent dal terminale di SullomVoe nelle isole Shetland. Sembrarono (e forse per molti ancora sembrano) due eventi del tutto scollegati, uniti solo da una casualità temporale. Eppure il loro intreccio ha cambiato per tre decenni la storia del petrolio e dell’energia. In quel momento il benchmark del mercato petrolifero era il greggio Arabian Light, prodotto dall’Arabia Saudita. Il suo prezzo era fissato dai Paesi OPEC durante le loro Conferenze e veniva mantenuto costante generalmente per un anno. Era il riferimento per tutti i Paesi produttori che, a loro volta, fissavano il prezzo dei loro greggi nazionali, stabilendo dei differenziali rispetto all’Arabian Light.


Chiunque avesse voluto comprare del petrolio greggio doveva pagare quel prezzo. Non c’erano alternative. Le previsioni del prezzo erano più il risultato di un lavoro di “intelligence” sulle strategie dei Paesi del Golfo che di analisi tecnico-economiche dei fondamentali di mercato. Eppure la “talpa della storia” aveva cominciato ad operare. Intorno al Brent si cominciava a costruire una vera e propria rivoluzione, che nel giro di un decennio ha espropriato i Paesi OPEC del loro potere di fissare il prezzo del petrolio, trasformandoli in un club “culturale” che si riunisce di tanto in tanto per fingere di scambiarsi informazioni e proclamare al mondo la propria “sopravvivenza”.


Eppure, se nel 1978 si fosse chiesto ai vari analisti del settore quale sarebbe stato il benchmark del mercato petrolifero mondiale nei decenni successivi, tutti avrebbero risposto che l’Arabian Light doveva restare al centro di quell’universo, visto il ruolo strategico dell’Arabia Saudita per il mantenimento della stabilità del mercato.
Dieci anni dopo, l’Arabian Light è stato rimpiazzato dal Brent, divenuto il nuovo benchmark del mercato petrolifero mondiale. E lo è ancora oggi, seppure in mezzo ad enormi contraddizioni e inefficienze che hanno richiesto e continuano a richiedere continui aggiustamenti e correzioni del meccanismo in essere.


Vale la pena approfondire questo tema, ripartendo dalle dinamiche che obbligarono i Paesi produttori ad adottare come benchmark il Brent. [...]



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