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Rivoluzione in corso: non c’è bisogno di aspettare il 2050 Stampa E-mail
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di Giuseppe Gatti



Nella Road Map 2050 messa a punto dalla Commissione europea nel dicembre 2011 (documento che in Italia non ha avuto pressoché alcun rilievo) e che si sta sviluppando con progressive iniziative, c’è un capitolo dal titolo suggestivo: “Rethinking the energy market”.

Nella Road Map l’invito è a guardare ad una realtà energetica fatta di maggiore efficienza, decarbonizzazione e rinnovabili, anche se, come succede per lo più nei business plan aziendali, ai risultati attesi si arriva negli ultimi anni, con un’improvvisa impennata della curva delle innovazioni e della loro applicazione diffusa. Sino al 2030-2035 rimangono dominanti le tecnologie note, poi si accelera verso il nuovo. Non è proibito sognare, anzi è indubbiamente stimolante. Intanto, però, si sta sviluppando una vera rivoluzione che impone di ripensare il sistema energetico assai prima dell’orizzonte 2050. Mi riferisco ai rivolgimenti in corso nel mondo del gas che vede messi in discussione tutti i suoi fondamentali, nella difficile ricerca di nuovi assetti ed equilibri in una fase di transizione di cui sono ancora incerte durata e profondità.

La rivoluzione è stata innescata dai gas non convenzionali ed in particolare dallo shale gas che ha rapidamente inondato il mercato americano ed ha aperto prospettive assolutamente nuove su scala planetaria. Bastino tre dati al riguardo per cogliere appieno la portata del cambiamento: [...].



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