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Sull’energia una Mole di ricerche Stampa E-mail
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di Marco Masoero (direttore), Ettore Bompard, Giovanni Vincenzo Fracastoro,
Federico Millo, Bruno Panella, Marco Perino,| Dipartimento Energia (DENERG), Politecnico di Torino




L’Università italiana sta attraversando un periodo di profondo cambiamento sia sul versante dell’organizzazione interna sia su quello delle modalità di acquisizione di risorse finanziarie. Finita l’epoca in cui i fondi derivavano quasi integralmente dallo Stato e dagli enti di ricerca pubblici (quali CNR ed ENEA), sempre più il sostentamento dei dipartimenti dipende dalla capacità di competere nei progetti di ricerca internazionali e nel rapporto con i soggetti operanti sul territorio (che si tratti di enti pubblici o di imprese). Nel bilancio del Politecnico di Torino le entrate da autofinanziamento sono ormai la voce predominante, grazie a una vasta rete di rapporti internazionali che consente una notevole presenza nei progetti europei e alle politiche di finanziamento messe in atto, ad esempio, dalla Regione Piemonte che hanno favorito l’instaurarsi di rapporti organici con le imprese che sempre più affidano all’università compiti di ricerca e sviluppo che non sarebbero in grado di condurre da sole, soprattutto nell’attuale periodo di crisi.

Tali rapporti hanno consentito da un lato di ampliare la gamma di attività dei dipartimenti, dall’altro di mettere a disposizione risorse soprattutto a beneficio dei giovani che si affacciano al mondo della ricerca. Le attività di DENERG – il Dipartimento di energia del Politecnico di Torino – riguardano l’ampio tema dell’energia, dalla sua conversione in calore, elettricità e movimento, alla razionalizzazione degli usi finali nei settori residenziale, del terziario, dell’industria e dei trasporti. Di seguito si illustreranno alcuni esempi, senza pretendere di fornire una descrizione esaustiva di tutte le attività svolte, ma solo per dare un’idea dei molti temi affrontati. [...]

             
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IL RETTORE DEL POLITECNICO DI TORINO
Gilli: “Pronti al cambiamento ma con chiare scelte strategiche”
A dicembre il Politecnico di torino ha inaugurato ufficialmente il 153° Anno Accademico, in un contesto – ha ricordato lo stesso Rettore, Marco Gilli – “di profonda trasformazione per il nostro Ateneo e più in generale per il sistema universitario”. Una trasformazione che vede proprio nel comparto R&D una delle variabili più significative. “Siamo sostanzialmente pronti al cambiamento in atto, ma il percorso non sarà semplice e dovrà essere accompagnato da alcune chiare scelte strategiche, che pongano la ricerca sempre più al centro delle politiche del nostro Ateneo”.
“Il nostro stesso ruolo di grande università tecnica – ha aggiunto Gilli – si giocherà nei prossimi anni sulla capacità di coniugare alta formazione e ricerca avanzata e di condividere, non semplicemente di trasferire, il patrimonio di conoscenze che sapremo sviluppare, con i vari attori del sistema socio-economico”. L’Europa sarà uno degli interlocutori privilegiati; certo non l’unico. “Il Politecnico ha svolto in questi anni un ruolo attivo nel VII Programma Quadro, ha acquisito risorse complessivamente superiori a 45 milioni di euro, a fronte di circa 18 milioni del VI Programma Quadro, ha promosso con successo la partecipazione a più di 170 progetti, la maggior parte dei quali coinvolge partner accademici e industriali leader in settori tecnologici tradizionali ed emergenti. La ricerca europea dovrà coniugarsi con quella svolta in ambito nazionale e regionale, ove è per certi versi ancor più cruciale la collaborazione con i nostri partner industriali e istituzionali e dove sempre di più acquisisce importanza la dimensione interdisciplinare e il pieno coinvolgimento di tutti i Dipartimenti dell’Ateneo”.

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