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Il carbone ha un futuro vittorioso Stampa E-mail
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di Riccardo Varvelli | Politecnico di Torino



Nell’affascinante gara a tre che vede confrontarsi petrolio, gas naturale e carbone – le fonti energetiche che domineranno tutto il XXI secolo con una incidenza percentuale nei consumi totali superiore all’80 per cento – il carbone, con i dati attualmente conosciuti, sembra essere quello che ha le maggiori possibilità di vittoria. Ciò smentendo molte previsioni relative al prevalere, nell’arco di questo secolo, delle fonti energetiche rinnovabili sulle non rinnovabili. Lo dice, tra gli altri, anche il Rapporto IEA World Energy Outlook 2012.
Per dare credibilità all’affermazione suddetta è doveroso ricordare che la IEA, costituitasi a Parigi nel 1974 come agenzia autonoma, ha come membri aderenti 28 Stati del mondo, tutti quanti facenti parte dell’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico). Fra essi si trovano Stati Uniti, Giappone, Gran Bretagna, Germania, Francia e Italia. Esperti e scienziati di tutto il mondo, oltre agli enti accreditati alla IEA, hanno collaborato alla stesura del rapporto WEO.

















Dalle previsioni della IEA al 2020 e al 2035 si evince (vedi Tabella 1) che intorno al 2020–2025 ci sarà il sorpasso del carbone sul petrolio (oggi la fonte dominante nel panorama energetico mondiale). In valore assoluto ed omogeneizzando i consumi in tonnellate equivalenti di petrolio (tep) il carbone passerà da 3,47 miliardi di tep del 2010 a 4,42 miliardi di tep nel 2020 e a 5,52 miliardi di tep nel 2035. Per contro, il petrolio aumenterà il suo utilizzo (e quindi la sua produzione) da 4,11 miliardi di tep del 2010 a 4,54 miliardi di tep nel 2020 ed a 5,05 miliardi di tep nel 2035.
Nei 25 anni che separano il 2010 dal 2035, il carbone aumenterà (secondo le previsioni) la sua presenza nel panorama mondiale delle fonti energetiche del 60 per cento, mentre il consumo (e la produzione) del petrolio aumenterà solo del 23 per cento. Se non interverranno sostanziali modifiche di politica economica internazionale e di innovazione tecnologica (il carbone pulito) il punto di pareggio dovrebbe avvenire nel 2023. [...]



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