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Facciamo bene i conti sulla sicurezza energetica Stampa E-mail
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di Edgardo Curcio



Quando si affronta il tema della geopolitica affiora subito il problema della sicurezza energetica, in quanto alla prima si ricollega la seconda, come obiettivo di natura nazionale o sovranazionale da perseguire, per tutelare le disponibilità delle fonti energetiche. Pertanto, quando scoppia una guerra o soltanto una crisi politica in un Paese ad alto contenuto strategico per la vendita o il trasporto di petrolio e gas, immediatamente scattano le misure di tutela dell’approvvigionamento energetico nazionale, si cercano nuove fonti e nuove aree e si mobilitano le scorte strategiche.





Ma la ricerca di nuove vie per assicurare un approvvigionamento energetico più sicuro non si realizza più soltanto in caso di necessità, come un tempo. Oggi la ricerca con accordi, alleanze e studi comparativi si effettua anche in tempi di stabilità del mondo, perché è necessario studiare, specialmente per il trasporto con gasdotti ed oleodotti, in grande anticipo le strade migliori, più sicure e più economiche in previsione di eventi negativi. Ma sicurezza energetica non è solo guardare fuori del Paese per assicurarsi un ordinato flusso di approvvigionamenti energetici. È anche, ed oggi sempre più, guardare all’interno del Paese [...].



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