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SEN o TEN [Tattica Energetica Nazionale]? Stampa E-mail
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di Ugo Farinelli



Con la pubblicazione e la diffusione per consultazione pubblica del documento sulla nuova Strategia Energetica Nazionale (SEN), il ministero per lo Sviluppo economico ha colmato un vuoto che era andato formandosi dopo il 1998, quando era stato varato dalla prima Conferenza Nazionale sull’Energia e l’Ambiente (CNEA, Roma, 25-28 novembre 1998) un programma energetico di lungo termine per l’Italia.

Cercare elementi di continuità ed elementi di contrasto tra il piano strategico del 1998 (Verso un modello energetico sostenibile) e quello di oggi non è facile: tante cose sono accadute nel mondo, in Europa e in Italia, che hanno cambiato le “condizioni al contorno”. È tuttavia possibile e forse interessante accennare ad alcuni aspetti di questo confronto, specialmente in termini di modalità di attuazione delle politiche energetiche.

Nel 1998, ai tempi della CNEA, al Governo Prodi era succeduto il primo Governo D’Alema (a partire dal 21/10/98); in entrambi i Ministeri, ministro dell’Industria era Pier Luigi Bersani. La visione delle coalizioni su cui si basavano le maggioranze di centro-sinistra che sostenevano questi Governi erano favorevoli a processi di contrattazione tra le parti interessate (in particolare, ma non solo, le “parti sociali”) e i Governi stessi per arrivare a degli “accordi volontari” che andassero al di là dei limiti obbligatori imposti per legge, ma permettessero di esplorare soluzioni più avanzate e raggiungere risultati più ambiziosi. Per esempio, adottare tecnologie per l’uso efficiente dell’energia in misura maggiore di quella richiesta dalla legge, in cambio di una procedura accelerata per l’accesso ai finanziamenti. Fioriva allora in Italia (anche per merito dell’IEFE) una teorizzazione dello strumento degli accordi volontari, largamente adottati in campo energetico (e non solo) in alcuni Paesi e soprattutto in Olanda.

La conclusione della CNEA portava alcuni accordi tari già stipulati e una lunga lista di nuovi accordi che avrebbero dovuto essere contrattati e che erano stati ipotizzati in un centinaio di incontri e convegni settoriali svolti nel 1998 in preparazione della CNEA. In realtà, nei due anni e mezzo in cui il centro-sinistra rimase ancora al potere in Italia, dopo la CNEA di accordi volontari ne furono conclusi ben pochi [...].



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