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Più prevedibili i kWh di eolico e fotovoltaico Stampa E-mail
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di Davide Canevari


Incostanti… ma non per questo imprevedibili. Eolico e fotovoltaico sono spesso considerate fonti con un brutto carattere, che fanno un po’ fatica ad andare d’accordo con le esigenze della rete. Questo per un semplice e noto motivo: la produzione di energia elettrica attraverso vento e sole dipende direttamente dalle condizioni meteo e dalle variazioni climatiche ed è dunque mutabile nel tempo. L’incertezza che ne deriva può provocare uno squilibrio nei sistemi di trasmissione e distribuzione.
Quindi, le applicazioni tecnologiche in grado di fornire previsioni accurate e attendibili della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili restano una valida soluzione per migliorare i sistemi di approvvigionamento energetico. E non si tratta di fantascienza o di sistemi futuribili. Vale la pena ricordare quanto il Terzo Conto Energia del 2011 aveva previsto esplicitamente: un significativo aumento dell’incentivo per l’energia elettrica generata da impianti in grado di implementare un sistema di previsione della produzione affidabile almeno per 300 giorni sui 365 dell’anno. Quello schema d’incentivazione è stato poi superato da nuove normative. Nei fatti, le risorse finanziarie disponibili sono state ridotte e il premio eliminato.

Resta però il messaggio di fondo. Prevedere l’irraggiamento solare o la ventosità di un sito è tecnicamente possibile. È una scelta premiante per chi gestisce l’impianto e, più in generale, un vantaggio condiviso dal sistema elettrico nazionale nel suo complesso. Nuova Energia ha incontrato Paolo Zizzo, Regional Marketing and Sales manager della MED Region per la Business Unit Power Generation di ABB, per illustrare un esempio significativo delle più moderne soluzioni che possono entrare in gioco nella delicata fase previsionale.



Come risponde a queste esigenze la tecnologia di ABB?
**ABB Power Generation ha studiato e realizzato, nell’ambito della propria offerta di Operation & Maintenance System per gli impianti fotovoltaici, un algoritmo di previsione. Basato su rete neurale, sfrutta la disponibilità dei dati che già provengono dal campo per la gestione della normale operatività, per mettere a disposizione degli operatori una previsione dell’irraggiamento solare con un possibile profilo di produzione oraria che può arrivare fino alle 72 ore successive. Per il calcolo della produzione oraria teorica, oltre alla rete neurale, l’algoritmo utilizza anche modelli fisici di impianto.

Perché questa duplice “chiave di lettura”?
**La rete neurale, prima di essere in grado di fornire previsioni che restino entro un margine di errore accettabile, richiede un periodo di tempo per la raccolta e l’istruzione della rete stessa compreso tra 3 e 6 mesi. In questa fase è quindi utilizzabile solo il modello fisico. Inoltre, si vuole offrire la possibilità all’utente di scegliere tra due diversi algoritmi di calcolo poiché alcune specifiche caratteristiche dell’impianto fotovoltaico possono non consentire a priori di definire quale dei due sia in grado di fornire i migliori risultati. [...]



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