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PAUSA-ENERGIA
 
Presidente, avanti con Autorità! Stampa E-mail
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Aggiungere qualcosa a quello che è già stato detto e scritto sulla Relazione annuale del presidente Bortoni non è facile.
È imbarazzante. Molto per l’autorevolezza degli interventi a margine, compresi quelli ospitati nelle pagine seguenti. Molto di più se si volesse contestualizzare quanto ha affermato in uno scenario che non sia (apparentemente) quello specifico dell’energia. Provo ad avvicinarmi al nocciolo della questione (tutta mia…) con una serie di premesse che danno per scontato quanto di equilibrato e veritiero ha esposto il presidente dell’Autorità. Il personaggio Bortoni, per come lo conosciamo (direttamente nonché nelle sue uscite pubbliche e in passato sulle colonne di Nuova Energia), ci dà l’impressione di pesare le parole con la massima attenzione. Ancor prima che entrassero in scena i tecnici, in lui avevamo apprezzato la sobrietà e il rigore espositivo che, di solito, testimoniano la padronanza dei temi trattati, bandendo proclami e facile accalappiamento dei consensi. Bortoni parla, snocciola dati, non inclina al turibolo quando accenna all’opera della sua Autorità. E sembra, pure, che non tiri qualche bastonata anche se lo fa, educatamente, quasi con una certa grazia.

Detto questo, Presidente perdoni la disinvoltura!, non la invidio. Lei si è messo in una situazione difficile. Senza nulla togliere alle altre Autorità, quella dell’energia calamita un mare di problemi (ci mancava solo l’acqua…) e, con essi, di polemiche. Non vale la pena di ricordare le criticità, basta scorrere le sue considerazioni e comprendere che c’è ancora molto da fare, senza perdere la pazienza e, aggiungo, senza farsi prendere in giro.

Parto dalla modesta convinzione che un Regolatore ascolti tutti ma che alla fine debba farsi ascoltare, non so se con le buone o con le cattive. Facile, si dirà, a parole. Infatti, le anime belle di schilleriana memoria sono fuori moda. Tuttavia, pur avendo coscienza di quanto in Italia sia difficile sia il mediare sia il fare, l’incaglio (e se ne sono visti tanti) non è dovuto solo ed esclusivamente ai mutevoli scenari della globalizzazione e della geopolitica energetica.

Io la butto lì, giocando con il paradosso, buttandola in politica. Lei e il mondo dell’energia sarebbero più sereni se passasse una legge elettorale seria. O che so, si litigasse di meno nei Palazzi. Fatto questo, trovata un po’ di stabilità (magari si calma lo spread), anche l’energia diventerebbe una cosa seria. Sfido chiunque a sostenere che lo sia stata in passato, visto quanto siamo preoccupati per il futuro. Forse qualche dubbio ce l’ha anche Bortoni. O, forse, non ho capito niente ascoltandolo.

_______________________________g. agn.
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PUBBLICHIAMO UN’AMPIA SINTESI DELLA RELAZIONE ANNUALE DEL PRESIDENTE DELL’AUTORITÀ PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS GUIDO BORTONI. L’INTERVENTO SI È TENUTO LO SCORSO 27 GIUGNO ALLA CAMERA DEI DEPUTATI.




Il periodo appena trascorso dall’ultima Relazione annuale (6 luglio 2011), a pochi mesi dall’insediamento della terza Consiliatura dell’Autorità (16 febbraio 2011), si qualifica come un intervallo temporale senza pari in termini di intensità e di celerità dei fenomeni di mutazione dei fondamentali.
Già dal 2009 si sono susseguiti, su vari fronti, sussulti di crisi che hanno imposto frenate straordinarie all’economia del Paese, riverberandosi in modo incisivo anche nei comparti energetici. Ciò si evince, tra i molti indicatori, anche dall’andamento della domanda di energia. Due di essi, tra tutti, rivelano emblematicamente quanto il Paese abbia ceduto terreno a seguito del protrarsi della crisi: il consumo interno lordo dell’energia complessiva del 2011 si è allineato all’analogo dato del 1999.
Un dato ancor più preoccupante sul versante sociale lo si rinviene nel livello di crediti scaduti o in sofferenza nel pagamento dei servizi elettrici e gas. Nel biennio 2010–2011, infatti, circa il 10 per cento delle famiglie era in condizioni di morosità.
Tale percentuale sale al 19 per cento nel caso delle piccole-medie imprese. Dalla scorsa estate nuove tensioni hanno investito il debito sovrano di alcuni Paesi europei, tra cui l’Italia. La reazione condivisibile del nostro Governo ha visto rafforzarsi i presidi delle politiche di rigore; rigore a cui il settore dell’energia non può e non deve sottrarsi.



Eccezionali mutamenti strutturali nell’ultimo anno
Accanto ai fenomeni di crisi, cui ho appena fatto cenno, nell’ultimo anno abbiamo assistito anche ad eccezionali cambiamenti strutturali sia nel mercato elettrico sia nel mercato del gas. Nell’elettricità, il cambiamento è stato talmente profondo e repentino che i mutamenti in nuce, posti in evidenza nella precedente Relazione annuale dell’Autorità, si sono oggi trasformati in realtà prevalenti ed ingombranti, per il trattamento delle quali è necessaria una profonda riflessione sul quadro di regole, a tratti inadeguato ad accompagnare le evoluzioni future.
Nel gas, il cambiamento che nella Relazione 2011 veniva prefigurato come scenario raggiungibile in qualche anno, è invece ormai alle porte, sospinto anche dall’evoluzione del quadro regolatorio europeo. I primi elementi, quale la convergenza tra i prezzi italiani e quelli degli altri mercati europei, almeno nelle quotazioni spot, sono sotto gli occhi di tutti. Anche nel caso del gas, la strumentazione regolatoria richiede un completamento delle riforme da noi avviate nel 2011.[...]



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