DI TUTTO UN PO' 236 - Due superMario per cantare almeno una vittoria Stampa E-mail

Abbiamo avuto due Scipioni. Ora abbiamo due Mario e per giunta super. I destini dell’Italia si intersecano ovviamente con quelli della politica che a sua volta si sovrappone alle vicende calcistiche. Stavolta lo scherzo del destino è doppio. Si giocano gli europei e l’Europa si gioca il destino. Si trovano di fronte l’undici merkeliano e quello tricolore che si è fatto in quattro per fare un discreto tredici (non vale solo per i boys di Prandelli ma anche e soprattutto per il nostro premier).

Sarà senz’altro esagerato utilizzare un L’Italia s’è desta ma le cose stanno così. Se la storia è fatta anche da emozioni di massa, la vittoria del croccante panzerotto sui freddi panzer risolleva almeno per qualche ora il morale di un Paese alle prese con dei bei problemi. Per non rovinare l’atmosfera (non siamo ai vertici sui cambiamenti climatici) non vale la pena di elencarli tutti. Ci è bastato l’ultimo rapporto confindustriale che richiama nella valutazione degli scenari attuali e futuri un allegro film di F. F. Coppola intitolato Apocalypse now.

Si sta muovendo sul filo del fuorigioco anche la classe politica (ma fanno politica anche i tecnici?) forse per colpa di Scipione l’anticlone che mina l’attività cerebrale con il rischio che Caronte l’anticlone ci traghetti tutti all’inferno. Certo, si sa, tira aria di elezioni e la partita diventa meno bella e più pericolosa rispetto a quelle che durano novanta minuti. Colpi bassi, sgambetti, gestacci, logorrea strombazzante in attesa della prossima votante primavera.

Ma ora godiamoci la balotelliana impresa del Mario bocconiano. Il vertice di Bruxelles è terminato alle cinque del mattino facendo impallidire quello pomeridiano di Garcia Lorca. Gentile professore, ci eravamo preoccupati per Lei. Per lo sguardo stanco ed emaciato e per quella capigliatura mascagna che aveva spesso perso quell’impeccabile aplomb, quasi fiscalmente compatto, che richiama sobrietà e rigore. Per certi versi, dispiace che Lei si sia messo in una situazione che evoca frullatori, tritacarne e casini (a scelta la minuscola o la maiuscola).

Da oggi, sperando che tutto si metta al meglio (poco prima di scriverlo ho ingoiato una manciata di vitamine), possiamo dimenticare per un po’ tutto il resto (tasse e tassette comprese) e ringraziarla per due cose. La prima, poiché in futuro dovrebbe scomparire la parola spread, la più brutta apparsa nel frasario italico da qualche decennio a questa parte. L’altra è più patriottica. Grazie, per aver dimostrato che gli italiani non sono bravi solo a mettere le palle in rete, ma anche a mostrarle. Palla al centro, e avanti…



PS: Giunge notizia che si sia costituito un comitato per celebrare il trionfo di Mario Scipione il Belgico. Per il dictator, ma è già premier, si vedrà.

Giuliano Agnolini
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