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Un fisico bestiale: per reggere il carico fiscale Stampa E-mail
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a cura di geipeg










Geipeg non era presente al Giubileo di Diamante di sua Altezza Reale la regina Elisabetta II. Più che far festa lui preferisce fare le feste, prendendosela (spesso a ragione) con un bel po’ di fatti e persone. Il suo non è rancore ma una sofferta presa di coscienza che evita le prese per il collo. Parla da solo, tra sé e sé e a dispetto dell’apparenza non è così tanto sicuro di sé. Sotto sotto preferisce il se senza accento, quel fare del pensiero che si muove leggero senza pregiudizi, preferendo il dubbio alla certezza, la sospensione all’avvitamento nelle cose terrene, il sogno alla realtà che conosce e lo fa soffrire. E come tutti i visionari se si mette a parlare, parla come un visionario. Sognando, arrabbiandosi, magari affermando qualcosa di sensato. Stamattina, parlando a stesso e non addosso, era quasi fresco di risultati elettorali. Lui che salta come un grillo da un argomento all’altro, stavolta era (nonostante il tema incendiario) abbastanza sedato.

Che ne dici, senza dirti per chi avresti votato?
Beh, guarda, qui c’è poco da girare intorno anche se c’è stato il solito balletto delle interpretazioni. A torto o a ragione ogni partito trova i numeri per dire che ha vinto. Per me non ha vinto nessuno dei vincitori. Hanno, invece, trionfato gli astenuti, Questo dato è un dato di fatto ma fatto sta che se ne è parlato sottovoce manco fossero tutti da Marzullo.

L’osservazione è brillante ma ci occorre poco per farla, vista l’evidenza.
Questi risultati confermano solo una realtà. Che il legame dei cittadini con certa politica è reciso. A dir poco, non si fidano più ed hanno bisogno di cambiare aria.

Non mi sembra un’interpretazione geniale. Scusami, ‘sto fenomeno dura da molto tempo. E allora?
E allora occorre uno Stato federale, dove i cittadini tornino ad essere tali e non sudditi come ora.

Oddio, questo è un tuo pallino come quello dell’eliminazione delle province ed enti amministrativi o parastastali. Senti, io non ho voglia di aprire il dibattito sul federalismo in Italia…
Nemmeno io, ma c’è qualche piccolo (o grande, secondo i punti di vista) segnale di cambiamento. Come quello dello stragrande successo del referendum in Sardegna per l’eliminazione di quattro province. Io resto di quest’idea: voglio un ente, una qualunque cosa burocratica? Me la pago, con le tasse che servono poi a mantenerla.

Ti dirò che continui a togliere ma dalle ultime amministrative si nota una tendenza: Ovvero, aumentano le liste… Vero, c’è e ci potrebbe essere un bel minestrone di liste e di partiti che non farebbero altro che aumentare la confusione. Anzi, lasciami usare la parola grecizzazione del nostro sistema politico.

Non mi/ti sembra una bella prospettiva. Permetti un gesto scaramantico?
Fai pure, ma ricordati che “quando l’acqua è poca, la papera non galleggia”.

Qui siamo in cattive acque. Tu parli di federalismo italiano che non c’è e c’è un’Europa che di federale ha ben poco. Che fine faremo?
Vedi, bisogna dire le cose come stanno. L’Europa ha fondamenta fragili. Ricordi che si fece fatica a riconoscere ufficialmente una sua identità/matrice giudaico-cristiana?!?. E tu vuoi che si mettano d’accordo sul resto?!?. Ognuno va per la sua strada…

Se ci mettiamo sulla strada dei valori…
Io vado per la mia, convintissimo che si stia da tempo combattendo una guerra tra Usa e euro, con il chiaro intento di indebolire le sovranità politiche degli Stati comunitari. Possiamo prendercela con la cancelliera, ma la partita è un’altra. A proposito di Germania, non saremo tornati ai tempi rigidi di Honecker?

In attesa di sviluppi, ci sono tante elezioni in giro (anche nel mondo), io e te possiamo permetterci un pizzico di speranza? Ci riprenderemo?
Bella domanda. Seguimi. Tu riusciresti a saltare con un basto di zavorre?

E adesso fai il confindustriale…
Per mostrare quanto sono confindustriale, spero proprio che l’associazione degli imprenditori privati sia meno statale. E poi, son quasi stufo di ripeterlo, bisogna alleggerire il carico bestiale delle tasse.

Sei in buona compagnia, con Visco e Giampaolino.
Peccato che non lo sia con Monti.

Sei incontentabile! Eppure anche tu hai visto quel foglio scritto a mano sull’ingresso di un bar-trattoria dove si annunciava un sobrio menu comprensivo di minerale e caffè a prezzi più che sobri.
Sì, l’ho visto. E sopra il conto, in calce al foglio c’era scritto a caratteri cubitali: SERVITI E RIVERITI!

Allora siamo d’accordo che l’Italia è cambiata?
“Nulla si crea, tutto si trasforma”… Come nel caso della separazione Snam-Eni. Fulgido esempio di rinazionalizzazione (della Snam).

Chiudendo, tu hai sentito che gli Stati Uniti stanno diventando autosufficienti e probabilmente diventeranno esportatori di energia?
Certo che lo so. Si disimpegneranno in molte aree che erano strategiche (soprattutto per l’energia che ospitavano). A loro interessa l’euro non l’Europa. Per lei e noi, speriamo bene.

 
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