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Scusate, e una volta tanto sia consentito a Nuova Energia di fare quello che molti fanno (senza tanti problemi). Ovvero, un po’ di autopromozione. La fanno i politici, chi pubblica un libro e dopo un passaggio televisivo ne vende una carrettata, chi lancia un disco o un film e dopo un passaggio televisivo spera di riscuotere adeguati riscontri, chi lo fa a prescindere ritenendosi degno di essere ascoltato.
Stavolta, senza alcun senso di colpa autopromoviamo il sopraccitato periodico, buttando lì un amo al quale sta appesa un’esca che meriterebbe di essere abboccata. Garantito che sia gustosa, non per i pescecani di varia natura ma per le persone che non abboccano ai luoghi comuni che comunemente deliziano chi sa tutto di tutto e, in virtù di questo, proietta la sua immensa intelligenza nel futuro perdendo di vista un presente che condizionerà il futuro.
Di che cosa si tratta? Al dunque. Nel prossimo numero di Nuova Energia troverete oltre ai soliti e interessanti articoli (scusate l’autopromozione) due interventi che meritano la dovuta attenzione e la cui lettura vale molto più di un cono di gelato. Anzi, i vostri neuroni vi ringrazieranno per la positiva ginnastica alla quale sono stati sottoposti.
Al dunque bis. Senza fare i nomi degli autori (sennò che autopromozione è…!?!), vi diciamo solamente che la loro competenza ed autorevolezza meriterebbe abbondanti passaggi televisivi (che non hanno). In sostanza, con articolazioni diverse, entrambi fanno cenno a quanto sta accadendo negli Stati Uniti in materia energetica.
Il Paese, lo diciamo con molta umiltà intellettuale, merita la dovuta osservazione, essendo ancora una superpotenza… Ebbene, le carte si sono mescolate assai al punto che gli Usa non sono poi così affamati di energia al punto di tutelare i propri interessi anche in altre località del Pianeta. Gli esperti la chiamano autosufficienza energetica. Ora, provate a fare questo giochino. Immaginate che cambi il mondo (che non finisce a Parma) e come potrebbe cambiare la nostra/vostra vita. In Italia se ne parla davvero poco. Noi proviamo a farlo. Scusate l’autopromozione.
Giuliano Agnolini
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