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Il termoelettrico in una situazione da brivido Stampa E-mail
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di Edgardo Curcio


In questi ultimi mesi l’industria termoelettrica italiana sta vivendo un periodo particolarmente difficile. I suoi consumi di gas sono diminuiti nel bimestre gennaio-febbraio 2012 del 4,3 per cento rispetto all’analogo periodo dello scorso anno. La sua produzione nel 2011 è stata inferiore a quella del 2010 del 3 per cento. La sua redditività è stata bassissima, potendo coprire solo i costi di produzione senza formare margini per molte ore del giorno.

Tutto ciò in una situazione di ripresa dei consumi di gas e di aumento dei prezzi dell’energia elettrica. Infatti, a febbraio, dopo un periodo di continua contrazione della domanda, i consumi di gas naturale in Italia sono aumentati. La ripresa, anche se ha giocato un ruolo importante la bassa temperatura dei primi due mesi dell’anno, è stata significativa, posizionandosi sul 6,8 per cento per il bimestre gennaio-febbraio rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente e del 20 per cento rispetto al febbraio 2011.
I settori che maggiormente hanno contribuito a questa crescita sono stati il domestico e il terziario, con un 25 per cento per febbraio e un 10 per il bimestre gennaio-febbraio, e il settore industriale con un 3,2 e un 4,5 per cento rispettivamente per il bimestre e per il mese di febbraio. Più in difficoltà il settore termoelettrico che ha visto - come detto - nel 2012 (anche con un giorno in più rispetto allo scorso anno) una diminuzione del 4,3 per cento.

D’altronde la crisi del gas in generale, e di quello che va al settore termoelettrico in particolare, si lega all’incerto destino delle centrali termoelettriche in Italia, da un paio di anni in grave crisi a causa di diversi fattori concorrenti. Secondo i recenti dati di Terna, nel 2011 la produzione termoelettrica in Italia, e cioè quella prevalentemente a gas naturale, è stata inferiore rispetto a quella del 2010, mentre quella ottenuta da fonti rinnovabili è aumentata del 73 per cento complessivamente. Ciò sta a significare che una buona parte della produzione termoelettrica è stata scalzata da quella solare ed eolica, che peraltro ha priorità di dispacciamento sulla rete e quindi viene utilizzata in pieno. Più fonti rinnovabili e meno metano: questa la situazione dell’industria elettrica italiana [...]



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