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Il Medio Oriente non pensa solo agli idrocarburi Stampa E-mail
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di Alessandro Clerici| coordinatore Gruppo di Studio WEC Risorse energetiche e tecnologie


ACQUA, NUCLEARE ED EFFICIENZA ENERGETICA IN UN’AREA
FINO AD OGGI “CONDIZIONATA” DALLA PRODUZIONE DI GAS E PETROLIO




Dal 7 al 9 febbraio si è svolto a Doha, nell’imponente nuovo centro dei Congressi, il Symposium PowerGen Middle East che ha portato alla ribalta, in una delle sessioni, i principali programmi di sviluppo nel settore elettrico delle nazioni del Medio Oriente. Tra le molte che hanno partecipato è significativo segnalare la presenza dell’Iran che, attraverso la società MAPNA Group, è stata tra gli sponsor principali della manifestazione e ha esibito - nella fiera annessa al Convegno - il più grande tra gli stand che presentavano i prodotti e i servizi delle aziende che agiscono a livello mondiale nel settore della produzione di elettricità.
Come rappresentante del WEC sono stato invitato dagli organizzatori a presentare una relazione sul nucleare nel mondo dopo Fukushima e a stimolare le discussioni nella sessione relativa all’efficienza energetica.
In queste note mi soffermerò fondamentalmente sui piani di sviluppo delle varie nazioni emersi sia in sede di presentazioni ufficiali, sia nei discorsi a latere; accennerò brevemente anche alle problematiche relative all’efficienza energetica, in un’area caratterizzata da prezzi finali dell’energia tra 5 e 10 volte inferiori a quelli italiani.


             
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Tornano le impressioni di viaggio. Anche su questo numero Alessandro Clerici propone infatti ai lettori i suoi appunti sull’energia.
Si tratta di riflessioni, dati e spunti raccolti durante alcuni meeting internazionali che si sono svolti in giro per il mondo.
Dopo le tappe in estonia, Svizzera, Dubai, Austria, Inghilterra, Israele, Kazakhstan e Algeria cui si è dato conto nel corso del 2011, è ora la volta del Qatar & Co.

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Qatar
Il Qatar, penisola a Sud della costa Ovest del Golfo Persico, ha una superficie totale (penisola effettiva e alcune piccole isole) di circa 11.500 km2 con distanze di 160 km da Nord a Sud e 80 km da Est ad Ovest.
La sua ricchezza, da sempre fondamentalmente legata al petrolio, deriva ora principalmente dal gas. Il Paese (che si è reso indipendente dalla Gran Bretagna il 1° settembre 1971), a seguito della scoperta del più grande giacimento di gas (offshore) è diventato la terza nazione al mondo per riserve accertate. Qualcosa come 25.000 miliardi di m3, quando le riserve planetarie - escludendo quelle di shale gas - sono stimate attorno a 185.000 miliardi di m3. La produzione di gas è oggi pari a 115 miliardi di m3 l’anno (il terzo grande esportatore dopo Russia e Iran). Occorre aggiungere che il Qatar è il più grande produttore ed esportatore di gas naturale liquefatto (LNG): circa 77 milioni di tonnellate/anno. Per quanto riguarda il petrolio, le riserve accertate sono pari a circa 3,5 miliardi di TEP, che pongono il Qatar al 12° posto, con una produzione di liquidi pari a 1,3 milioni di barili/giorno (20° produttore mondiale). Dal 2009 le entrate per la vendita di gas hanno superato quelle per la vendita di petrolio e rappresentano ora il 25 per cento del PIL nazionale.

Vale la pena ricordare che la popolazione totale del Paese è di circa 1,8 milioni, in grande maggioranza costituita da immigrati (indiani i più presenti); la capitale Doha ha circa 850.000 abitanti ed è un cantiere di bellissimi grattacieli per uffici ed edifici pubblici, e di villaggi in costruzione (Pearl City) da mille e una notte. Le tariffe elettriche, differenziate a seconda dei clienti, hanno i seguenti valori di riferimento:
Residenziali da 1,7 a 2,2 centesimi di euro/kWh (un decimo di quelle italiane);
Commerciali 1,9 centesimi di euro/kWh (fino 4 MWh/anno) - 3,0 centesimi di euro/kWh (oltre 15 MWh/anno);
Hotel da 1,9 a 3,0 centesimi di euro/kWh;
Industriali massimo 1,5 centesimi di euro/kWh;
Istituzioni governative 3,2 centesimi di euro/kWh.

Con l’obiettivo di farsi notare a livello mondiale - al di fuori di quanto già avviene grazie a petrolio e gas - il Qatar si è candidato per ospitare le olimpiadi del 2020 e il Campionato mondiale di calcio del 2022.
Per quanto riguarda il sistema elettrico, la situazione locale è stata presentata dal direttore generale della Qatar Electricity & Water Co, responsabile della generazione elettrica e della produzione di acqua. La capacità totale installata a fine 2011 è di 8.700 MW, con un carico massimo di 5.500 MW (vi è quindi un eccesso di capacità installata). Per quanto riguarda il carico di picco si prevede comunque di raggiungere gli 8.000 MW già nel 2017.

Responsabile per la pianificazione/richiesta della capacità di generazione con contratti take or pay sottoscritti con Qatar Electricity è la Kahramaa (Qatar General Electricity & Water Co) che si lamenta per le difficoltà di poter effettuare pianificazioni attendibili, a causa dei tempi di costruzione non affidabili circa il previsto ampliamento delle infrastrutture che incidono sulla domanda di energia elettrica. Kahramaa è anche responsabile della trasmissione e distribuzione di elettricità e acqua.
I consumi attuali sono molto sbilanciati sul residenziale (57 per cento della domanda); seguono il commerciale con il 24 e l’industriale con il 19 per cento. Il Qatar ha allo studio un eventuale piano nucleare, la fattibilità dovrebbe essere completata entro il prossimo anno. Lo scopo è quello di mantenere anche per le generazioni future le enormi riserve di gas.
Kahramaa sta anche predicando l’efficienza energetica in un Paese che è il simbolo degli sprechi. Allo scopo, ha distribuito un piccolo libro, ma è davvero difficile - senza una legislazione adeguata e in un Paese dove illuminazione e condizionamento vanno a manetta giorno e notte - che le prescrizioni contenute possano tradursi in implementazioni reali.


Arabia Saudita
Il Direttore Esecutivo della SEC (Saudi Electricity Company) ha presentato la situazione del Paese e i principali programmi del settore elettrico. L’Arabia Saudita ha 28 milioni di persone sparse su più di 2 milioni di km2; la capacità totale installata alla fine del 2011 è di 51 GW (picco estivo nel 2011 intorno a circa 50 GW, di cui 27,7 GW nella regione centrale e 14 nella regione occidentale, le più importanti). Ancora 9 sistemi sono isolati dalla rete e devono essere interconnessi; 2 interconnessioni EHVDC sono previste a breve (con l’Egitto e la Tabouk - Medina). Il 51 per cento del carico è residenziale, il 19 industriale, il 16 commerciale, l’11 è assorbito da istituzioni governative. Per il picco estivo di carico (è il doppio del picco invernale) si prevede di raggiungere gli 88 GW nel 2021; l’aggiunta di nuova capacità prevista è di oltre 50 GW. 35 dovrebbero essere installati direttamente da SEC, 5,5 da altre compagnie e 10,4 da produttori privati indipendenti.

La capacità totale di 101 GW, che si prevede sarà installata nel 2021, sarà per il 45 a vapore, per il 30 per cento a cicli combinati a gas, per il 25 per cento a singolo ciclo. Il Governo ha anche ribadito di voler realizzare 20 GW nucleari, che entrerebbero in funzione dal 2020 al 2030. Il nucleare non è sotto la responsabilità di SEC, la quale ritiene impossibile avere in funzione il primo impianto nel 2020. Una decisione finale è attesa fra 2 anni da parte dell’ente incaricato che riporta direttamente al re. È attualmente in atto anche la separazione della trasmissione. Il gestore di rete - Transo - avrà a disposizione un budget consistente per il grande sviluppo previsto delle interconnessioni nel Paese.
Per quanto riguarda la potentissima ARAMCO, era rappresentata al convegno da molte persone interessate ai futuri sviluppi delle tecnologie di generazione e dei relativi costi ed eventuali diversificazioni nelle rinnovabili. Tra le opzioni prese in considerazione per ottimizzare il funzionamento dei propri impianti, anche l’efficienza energetica.


Iraq
L’Iraq attualmente ha una popolazione di 32 milioni di persone su 435.000 km2. I 25 anni di guerre e la mancanza di investimenti hanno causato il crollo a 2.500 MW della capacità elettrica disponibile dai precedenti 10.000 MW. Ora sono praticamente in servizio 6.000 MW di centrali con un programma per installare nel periodo 2012-2015 circa 20.400 MW di nuovi impianti (di cui solo 400 da fonte solare ed eolica) al fine di arrivare a 26.500 MW in servizio nel 2015-2016. Vi è anche un programma di conversione a ciclo combinato per 2.000 MW di centrali a ciclo semplice con turbine a gas. Gli investimenti complessivi previsti per il periodo 2012-2030 sono di 75 miliardi di dollari (35 in generazione, 10 nella trasmissione e 30 nella distribuzione).
Una serie di stagioni secche ha ridotto la disponibilità di energia idroelettrica a soli 500 MW, rispetto ai 2.000 MW installati. Il sistema di trasmissione e distribuzione ha subito notevoli danni e molte linee devono essere ricostruite ex-novo.
È stata sottolineata l’assoluta mancanza di personale qualifi- cato per poter gestire la ricostruzione e l’esercizio del sistema elettrico. Appare chiaro che le aziende americane potranno correre su una corsia preferenziale.


Oman
Ahmed Bin Saleh Al Jahdhami, ceo dell’Oman Power & Water Company, ha illustrato lo stato dell’arte nel suo Paese (circa 3 milioni di persone e 300.000 km2). Attualmente la capacità totale installata è di 7.000 MW, principalmente nella zona Nord-Est; i due sistemi elettrici isolati nel Sud Ovest sono alimentati da generatori diesel.
La crescita del carico è dal 7 al 14 per cento l’anno, e sono in discussione molti progetti del tipo IPP (Independent Power Producer) con 15 anni di PPA (Power Purchasing Agreement). Molto sentita la necessità di espandere le infrastrutture di rete per interconnettere l’intero Paese in un unico sistema elettrico. Sono stati effettuati studi di fattibilità per impianti solari ma al momento non c’è un orientamento preciso su singole tecnologie. L’obiettivo è quello di indire gare per IPP; vincerà chi offre al minor prezzo il kWh, con tecnologie collaudate. La locale primavera araba è per altro considerata superata.


Bahrain
Il Paese conta 1,3 milioni di persone distribuite su 33 isole per un totale di circa 700 km2. La capacità totale installata è di circa 3 GW con una produzione di 12 TWh. Non sono chiare le valutazioni di crescita del carico dopo l’intervento dell’Arabia Saudita e di altre truppe degli Stati del Golfo nel 2011 a causa delle insurrezioni locali che ora, però, sembrano essersi raffreddate.


Conclusioni
Escludendo l’Iran, tra i Paesi che hanno presentato i loro sistemi elettrici chiaramente l’Arabia Saudita e nel breve medio termine l’Iraq stanno distaccando notevolmente gli altri per entità degli sviluppi attesi (circa 5.000 MW l’anno di nuove centrali).
Il problema dell’acqua è fondamentale per tutti i Paesi dell’area e gli investimenti nel settore water, considerando anche gli sprechi, sono enormi. E questo, chiaramente, incide sul settore elettrico.
Arabia Saudita e Qatar hanno già effettuato analisi teoriche di implementazione dell’efficienza energetica. Sta, dunque, nascendo una coscienza del risparmio energetico, al fine di mantenere anche per le generazioni future le riserve di petrolio e gas. Nei discorsi che ho avuto con i vertici di società elettriche e think-tank universitari sta facendosi strada una valutazione “sociale e strategica” di petrolio e gas che potrebbero raggiungere valori oltre 5 volte superiori ai loro attuali costi/ prezzi locali. Tali valutazioni giustificherebbero economicamente interventi di risparmio/efficienza energetica. Occorrerà tuttavia tradurre in pratica tali idee con una chiara politica che imponga per tutto il nuovo (ed è tantissimo) l’installazione solo di prodotti/sistemi ad alta efficienza, e per il vecchio che venga definita una politica di incentivi ad hoc. E non è affatto detto che incentivi lato consumo siano i più efficaci, a meno che ammontino a 5–10 volte il prezzo attuale dei prodotti energetici (che sono praticamente regalati).
L’enorme boom di costruzioni per creare una società in grado di vivere sulle attrazioni turistiche, in un futuro senza petrolio e gas, sembra cominci a scricchiolare. Grandi volumetrie restano sfitte e si registrano ritardi e/o annullamenti di faraonici progetti.

 
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