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Neopianificazione o mercati della capacità: qui si gioca il futuro dell’energia Stampa E-mail
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di Michele Governatori | Responsabile Institutional & Regulatory Affairs in EGL Italia


Ha scritto lo scorso 21 ottobre Carlo Stagnaro sul suo Chicago Blog: “È paradossale che ai guasti della pianificazione si risponda con la richiesta di più pianificazione […]. Non c’è stakeholder che non canti la litania della pianificazione, che oggi va di moda rubricare sotto la categoria della mitologica Strategia energetica nazionale. Ora, sia chiaro: la Strategia energetica nazionale può anche essere un innocuo file pdf di nessun peso e nessuna utilità depositato sul sito del ministero, nel qual caso andrebbe bene. Oppure può essere un documento di indirizzo privo di influenza reale. Ma se davvero fosse pubblicata, e se davvero avesse elementi di cogenza, allora sarebbe una vera disgrazia perché metterebbe in discussione tutto quello di buono che si è fatto negli ultimi dieci anni” (tra le quali cose Stagnaro annovera gli straordinari investimenti privati in generazione elettrica efficiente).

Dopo l’articolo di Stagnaro c’è stata la fine del Governo Berlusconi IV e con esso il congelamento della preparazione della tanto attesa e annunciata conferenza sull’energia, prevista per novembre, che avrebbe dovuto coincidere con la presentazione di una Strategia energetica nazionale (che però una versione draft, poi abbandonata, del DL Stabilità avrebbe voluto rinominare Politica energetica nazionale). Un congelamento che tuttavia difficilmente sarà una battuta d’arresto definitiva, sia perché il lavoro già fatto (tra cui un documento di scenario verosimilmente già preparato da Enea) resterà valido, sia, soprattutto, perché la new wave della pianificazione è un processo che sta permeando vari fronti dell’attività istituzionale legislativa e regolatoria dell’energia, non solo in Italia.

Sul fronte europeo, per esempio, è si gnificativo il White Paper del governo inglese della scorsa estate, che prefigura un insieme integrato di azioni per velocizzare il transito a generazione elettrica low carbon e a capacità affidabile di backup a fronte dell’incremento della generazione intermittente e non prevedibile e della senescenza di impianti esistenti. [...]


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