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Mori: “il sistema elettrico? Molta flessibilità a prova di rinnovabili” Stampa E-mail
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di Davide Canevari


“Nei primi 8 mesi del 2011 la domanda di energia elettrica nazionale è rimasta ferma su livelli simili al 2005. Il prezzo dell’elettricità nei primi sette mesi del 2011 ha registrato soltanto un lieve aumento rispetto allo scorso anno (più 8 per cento) nonostante le quotazioni del Brent in forte crescita (più 44 per cento). I prezzi dell’energia elettrica all’ingrosso si attestano in molte ore su valori tali da non garantire neppure la copertura dei costi variabili di generazione.

L’overcapacity, il calo della domanda, la presenza sempre maggiore di impianti incentivati e a tariffa, al fianco di impianti che competono su un mercato, stanno modificando il quadro concorrenziale del settore. Nel gas i dati di fabbisogno 2011 sono addirittura peggiori rispetto a quelli registrati lo scorso anno; sempre nel gas la crisi internazionale e la maggiore disponibilità di materia prima hanno aumentato la liquidità dei mercati e ridotto i prezzi spot su livelli inferiori ai costi di acquisto via contratti long term”.

Simone Mori, direttore Regolamentazione e Ambiente di Enel, fornisce un quadro piuttosto problematico della situazione attuale del mercato elettrico italiano. Ma nell’incontro con Nuova Energia lascia anche trasparire un messaggio positivo. Non tutto il male viene per nuocere e quello che oggi rappresenta un freno già domani potrebbe diventare un prezioso volano.

             
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“Factors like overcapacity, a lower demand, the increasing number of plants with special incentive rates applied are reshaping competition in the electric power industry. The gas sector demand rates for 2011 are even worse compared to last year; also, the international crisis and a higher availability of raw materials have led to higher market liquidity while spot prices have leveled down, getting even lower than purchase prices in long term contracts”.

Simone mori, Director of Regulatory and Environmental Management of Enel, depicts quite a problem–ridden situation in the Italian energy market; yet, a positive message still surfaces in his interview with Nuova Energia. As the saying goes, every cloud has a silver lining, and what slows you down today could valuably boost you tomorrow.

“The more intermittent renewable technologies - such as wind and sunpower - are used in power networks, the more flexible such a system has to be. Flexibility thus becomes some kind of insurance policy one can’t do without; and this sort of service obviously comes with its own price and costs. Sure it’s true that today the traditional generation capacity is oversized if compared to demand coverage; but right this change of perspective will turn the current minus into a plus. These plants will serve as a safety belt for our power system”.

“The same applies to other countries like, for instance, Spain, Germany and France. Yet, we already have in stock the most modern, technologically advanced - metaphorical - safety belts, which is an advantage, as well as good news. Renewable power development, which currently penalizes traditional power generation plants, will anew be rewarding the traditional generating plant stock, given the need to strike a balance between the amount of power that is drawn from the power grid and the amount that is sent to it”.*

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Partiamo dalla questione overcapacity. Ci può dare qualche numero?
**Nel 2010 la capacità disponibile alla punta, grazie all’ingresso di ulteriori 5,5 GW (sia impianti da fonti rinnovabili sia impianti termici a gas e a carbone), è stata pari a 69 GW a fronte di un picco di domanda di 56 GW.


Davvero la situazione che oggi stiamo vivendo – se si esclude Fukushima – era impossibile da prevedere?
**Certamente lo era il complesso di fenomeni che si è registrato e che si sono combinati tra loro. Solo 8 anni fa l’Italia soffriva per un forte deficit di produzione: a giugno abbiamo dovuto spegnere le luci perché la Francia, in un particolare contesto climatico, ha preferito consumare in casa (e/o venderla sulle Borse europee a prezzi più elevati) l’energia che altrimenti vendeva al nostro Paese. Da allora molto è cambiato.
Il settore è diventato più competitivo e concorrenziale. Anzi, il più competitivo e concorrenziale d’Europa. Il mercato più liquido e dinamico e, come effetto aggiuntivo, il parco centrali del nostro Paese è diventato il più efficiente e con le migliori performance ambientali a livello mondiale. [...]


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