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Fusione nucleare controllata ancora in fase R&S Stampa E-mail
di Enrico Mainardi, segretario generale aggiunto AIN (Associazione Italiana Nucleare)

La fissione nucleare, con lo sviluppo di svariate filiere di reattori nucleari, potrebbe risolvere il problema energetico per molti Paesi privi di grosse risorse naturali come l’Italia. Inoltre, i reattori veloci autofertilizzanti potrebbero produrre, oltre ad energia elettrica, una quantità di combustibile superiore a quella consumata. Nonostante le importanti riflessioni e i bisogni energetici a livello mondiale, la fissione non ha ancora raggiunto il necessario consenso politico e sociale, sebbene notevoli progressi siano stati fatti per migliorare la già elevata sicurezza e il rendimento dei reattori e lo smaltimento dei loro rifiuti. La fusione nucleare controllata, d’altra parte, appare come la futura fonte ottimale per la produzione di energia elettrica, sotto vari punti di vista.

Nonostante gli innumerevoli sforzi economici e scientifici, attualmente non si è ancora individuata un’unica strada sicura che porti alla possibilità di sfruttare industrialmente questo processo, che avviene in natura nelle stelle. Per questa ragione la fusione è ancora in una fase di ricerca e sviluppo che, per quanto importante, non può fornire illusioni circa la sua fruibilità in tempi medio-brevi. Visti gli elevati costi e gli esiti non facilmente prevedibili, la strada che si è affermata è quella di una vasta cooperazione internazionale. La fusione è una fonte energetica basata sulla formazione di nuclei ottenuti facendo reagire tra loro nuclei più leggeri all’interno di un gas ionizzato (plasma) ad alta temperatura. Sia per la fusione a confinamento magnetico (MCF - Magnetic Confinament Fusion) che per quella a confinamento inerziale (ICF - Inertial Confinament Fusion) sono necessarie altissime temperature. Si parla dunque di fusione calda in contrapposizione a quella cosiddetta fredda (CNF - Cold Nuclear Fusion) che rinuncia all’uso di altissime temperature.

Diversi esperimenti in diverse parti del mondo hanno confermato che la CNF è un fenomeno reale, nonostante l’esperimento pionieristico di Fleischmann e Pons non avesse fornito prove scientifiche rigorose. La ripetibilità del fenomeno non è stata raggiunta completamente, una spiegazione teorica completa degli esperimenti in senso quantitativo incontra delle difficoltà e non ne esiste una universalmente accettata. [...]


 
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