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Fotovoltaico: tecnologia, costi e aspetti ambientali Stampa E-mail
di Roberto Vigotti, IEA Chairman Gruppo Rinnovabili - Sviluppo Business Inergia

Completiamo il tema della conversione fotovoltaica dell’energia solare introdotto nello scorso numero in riferimento al bando per la tariffa incentivante, che ha risvegliato nel nostro Paese un mercato di applicazioni rimasto statico per diversi anni.

La tecnologia del solare fotovoltaico: stato attuale
Il componente di base di un impianto è il modulo (struttura che racchiude l’insieme delle celle, in cui avviene la conversione diretta dell’energia solare in energia elettrica): oggi sul mercato ci sono due grandi categorie di moduli, quelli a base di silicio cristallino e quelli della famiglia a film sottile, che vanno dal silicio a film sottile a quelli in rame, indio, gallio e selenio (detti CIGS) al silicio amorfo e al telleruro di cadmio. I moduli composti di celle su wafer di silicio cristallino dominano la tecnologia attuale - 90 per cento del mercato - per diverse ragioni: si tratta di materiale ampiamente disponibile, ha dimostrato la sua affidabilità, ha un discreto rendimento - da 15 a 18 per cento - e ne conosciamo bene le caratteristiche, dato che si tratta della stessa tecnologia di base con la quale il processo fotovoltaico si è sviluppato e imposto. I moduli in silicio cristallino (mono o poli) sono prodotti facendo accrescere lingotti di silicio di alta qualità e purezza in maniera molto simile al processo usato nell’industria dei componenti elettronici. I lingotti sono poi affettati per produrre i wafers, che con un processo dedicato si trasformano in celle solari, cui vanno applicate le connessioni elettriche. Stringhe di celle sono infine incapsulate in serie e parallelo all’interno di un modulo. [...]

 
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