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Vido: “Vicini all’ambiente con tutte le fonti” Stampa E-mail
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“Fukushima was an exception to the rule: that is why it would be a mistake to get emotional about what happened there” said Livio Vido, Engineering and Innovation Division Managing Director of Enel Group, who also added: “It is true that some countries have decided not to extend the life span of active nuclear plants and suspended programmes targeting the creation of new capacity. But as against these few examples, many more countries have decided to go on and invest in one of the few sources that can still provide energy at a low price and in the long term”.
“It is also undoubtedly true” Vido went on “that the global energy landscape is changing quickly. Fossil fuels will still be fundamental for power generation, but they will have to be processed with systems to reduce the impact on the environment arising from pollutants and especially from CO2 emissions into the atmosphere”.
Which can be achieved with Carbon Capture & Sequestration technologies. And we cannot forget renewables, which are going to gain huge market shares, progressively filling the competitive gap which still keeps them far from the so called grid parity.
Renewables alone will not guarantee the certainty of power supply, yet they will trigger important changes in the way energy is produced and distributed: there will be a shift towards a delocalized approach, whereby energy is produced closer and closer to the areas where it will be used.
What about Italy? “Italy suffers from a strongly unbalanced energy mix, which goes in favour of expensive sources. To cut energy costs and ensure a smooth supply of raw materials, we will have to enhance the role of coal, especially at this juncture. In that regard, Enel has recently completed works on the Torre Nord plant, featuring an extremely high efficiency (45%) and polluting emission levels of about half the thresholds imposed by laws in force”.

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di Fabio Terni


Come potrebbe evolvere la situazione energetica mondiale nel dopo Fukushima? In questa fase, ancora in profonda evoluzione, sembra impossibile azzardare una risposta senza affrontare, in prima istanza, la questione nucleare. E infatti, proprio da questa fonte parte l’approfondimento di Livio Vido, direttore Divisione ingegneria e innovazione del Gruppo Enel.
“Nei mesi scorsi - evidenzia Vido - abbiamo assistito ad un evento eccezionale per dimensioni e portata. Le pesanti conseguenze del più forte dei terremoti che il Giappone ricordi non hanno riguardato, purtroppo, soltanto l’industria elettrica; è stato un evento distruttivo con ricadute sull’economia di un intero Paese. Quanto accaduto è andato oltre ogni previsione e ha superato anche i limiti secondo i quali le centrali nucleari erano state progettate. Tuttavia è importante sottolineare che tutte le centrali giapponesi hanno ben resistito al terremoto; solo l’impianto di Fukushima è stato messo in crisi dal combinato congiunto del sisma e dell’enorme onda tsunami che l’ha investito”.

“A questi eventi eccezionali - prosegue Vido - non si deve reagire in maniera emozionale, cambiando le strategie energetiche mondiali. Sicuramente alcuni Paesi hanno fermato l’estensione della vita delle centrali in esercizio o hanno bloccato i programmi di sviluppo di nuova capacità; penso ad esempio a Germania, Italia o Svizzera. Ma a questi pochi esempi, ne corrispondono tanti altri che hanno deciso di andare avanti e di investire in una delle poche fonti energetiche in grado di fornire energia di base ancora per molto tempo e a prezzi contenuti. Russia, India, Canada, Brasile, Francia, Gran Bretagna, Polonia, Olanda e Stati Uniti hanno annunciato verifiche e controlli, ma in questi Paesi il nucleare resta una parte importante del futuro energetico. Quanto accaduto in Giappone pone un’importante sfida all’industria nucleare mondiale, per aumentare ulteriormente i margini di sicurezza. L’Unione europea, ad esempio, ha deciso di avviare i cosiddetti stress test per verificare la sicurezza degli impianti sul proprio territorio”.


Chi potrebbe guadagnare di più, secondo lei, da un possibile disimpegno mondiale dal nucleare? Il gas? Il carbone? Le rinnovabili?
Non penso si possa ancora parlare di disimpegno dal nucleare. Questo è successo, come ho detto, in alcuni Paesi. Ma a livello globale il nucleare continuerà a rappresentare una fonte fondamentale.
È sicuramente vero, però, che lo scenario energetico mondiale sta rapidamente cambiando. La domanda globale di energia è infatti in forte crescita. Secondo le ultime stime della IEA il fabbisogno mondiale di energia elettrica avrà un incremento del 76 per cento di qui ai prossimi 20 anni. I combustibili fossili continueranno a rappresentare una fonte essenziale per la produzione di energia (il 70 per cento dell’energia viene prodotta con petrolio, gas e carbone), ma dovranno essere affiancati da sistemi che consentiranno di diminuirne l’impatto sull’ambiente, in termini di inquinanti ma soprattutto di anidride carbonica emessa in atmosfera. [...]

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