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Scocca l'ora del carbone Stampa E-mail
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di Riccardo Varvelli| Politecnico di Torino


Tutti dicono che il petrolio si va esaurendo, quasi tutti non vogliono l’energia nucleare (soprattutto dopo il disastro di Fukushima) e molti esperti affermano che le energie verdi diventeranno competitive e si svilupperanno in maniera signi- ficativa non prima di 20-30 anni. E allora? Allora ci sono due fonti che combatteranno per il dominio del mercato energetico mondiale nei prossimi quaranta-cinquanta anni: il carbone e il gas naturale.

La Tabella 1 evidenzia quanto è stato sin qui affermato. L’incidenza del petrolio sui consumi energetici mondiali negli ultimi 40 anni è scesa dal 45 al 33 per cento. Il nucleare si è bloccato nei quattro decenni passati non superando mai il 5-6 per cento. Le energie verdi (inclusa la produzione idroelettrica e quella lignea) sono passate dal 9 al 12 per cento. Il gas naturale nell’arco dello stesso periodo è passato dal 13 al 23 per cento e il carbone, che nel 1970 era al 32 per cento, oggi è al 27.
Ma le previsioni al 2050 indicano la seguente probabile situazione. Produzione e consumi energetici di petrolio sul totale della produzione e del consumo energetico mondiale, 27 per cento circa; gas naturale, 29 per cento circa e carbone 27 per cento circa. Una bella gara a tre, che estrapolata al 2100 porta perdente il petrolio. [...]


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