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PAUSA-ENERGIA
 
Parole in libertà e liberalizzazione a parole Stampa E-mail
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di Giuseppe Gatti



Il Ministro parlava a braccio e dunque non si può infierire più che tanto, probabilmente si è trattato di un incidente di percorso. Proprio il fatto che non si trattasse di un testo preparato, è però ancor più rivelatore della percezione dei problemi e dell’approccio politico alla loro soluzione ed è proprio su questi aspetti che debbo dichiarare tutto il mio sconcerto. Mi riferisco all’intervento in Senato, seduta pomeridiana del 7 aprile, del ministro dello Sviluppo economico, in risposta a diverse interrogazioni in materia di politica energetica.

Rispondendo al senatore Molinari, che voleva conoscere gli orientamenti del Governo “verso il comparto idroelettrico in generale”, l’onorevole Romani è uscito con una dichiarazione a dir poco stupefacente (cito dal resoconto stenografico): “Tra parentesi, a proposito dell’idroelettrico, stiamo studiando lo schema dei pompaggi, che potrebbe generare complessivamente una potenza installata pari a qualcosa come 15.000 megawatt, che quindi, teoricamente, potrebbe per certi versi addirittura sostituire, come potenzialità di produzione… le centrali nucleari che avevamo immaginato di fare”.

Ora, non si pretende che un Ministro sia un esperto di idroelettrico, nessuno gli chiederà la differenza tra pompaggi da gronda e pompaggi volontari, ma vivaddio si può pretendere che venga informato adeguatamente su quanto va a dire in Parlamento? Confrontare nucleare e idroelettrico da pompaggio è un non senso in assoluto. L’unico elemento in comune è il minimo impatto di entrambi in termini di emissioni di CO2. Per il resto siamo agli antipodi. [...]

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