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Le biomasse ritornano brutto anatroccolo Stampa E-mail

di Elio Smedile


Le biomasse energetiche, per molti anni sottovalutate e considerate quasi ai margini del mondo delle rinnovabili, non hanno fatto a tempo ad assaporare la rivincita per essere state finalmente annoverate nei documenti ufficiali come una delle fonti di maggior peso negli scenari dei prossimi decenni, che sorprendentemente si sono trovate al centro di aspre polemiche.
Ricordate come solo un paio di anni fa furono avanzati da alcuni esperti internazionali seri dubbi sulla compatibilità ambientale dei biocombustibili? Estendendo infatti la valutazione ambientale all’intero ciclo di vita delle varie colture, emerse che - per alcune di esse - oltre agli impatti già noti sui sistemi agricoli, le tecnologie in uso (ossia i biocombustibili di prima generazione) non garantivano i previsti benefici di riduzione delle emissioni di CO2. Nel complesso del ciclo vitale si avevano emissioni che in buona parte annullavano i vantaggi.
[...]
Questa, sinteticamente, la cronaca degli avvenimenti. Da vecchio cultore delle biomasse constato che nei fatti le biomasse energetiche sono state messe in un angolo. Gli agricoltori spingono perché siano abbandonate le coltivazioni energetiche, che danneggerebbero il comparto agro-alimentare, e i pannellieri accusano i produttori di energia da biomasse di distorcere il mercato di residui e scarti, invocando interventi delle istituzioni.
D’altro canto, faccio osservare che le previsioni (per quel che so, non smentite) della Commissione europea per i prossimi anni si basano su un sensibile incremento del peso delle biomasse. A questo punto, mi chiedo come...

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